Frana a Petacciato. Il calvario dei lavoratori pendolari: 'Cinque ore da Stellantis Atessa in Molise'

Un calvario. Dalle 4 di mattina, quando ha iniziato il turno in fabbrica, nello stabilimento Stellantis di Atessa (Ch), è rientrato a casa, ad Ururi, in provincia di Campobasso, alle 19 di sera. E' quanto sta capitando ad uno dei tanti pendolari che ogni giorno si spostano tra Abruzzo e Molise. 

Il disastro che, a livello stradale - chiusa la statale 16 all'altezza di Montenero di Bisaccia (Cb) e bloccata pure l'autostrada A14 da Poggio Imperiale a Vasto sud - sta interessando il Molise, in una parte di territorio al confine con l'Abruzzo, mette in ginocchio migliaia di lavoratori e studenti, costretti, quotidianamente, a viaggi inenarrabili, che si allungano di ore, con penose odissee. Le arterie, gestite da Anas, sono state interdette al traffico, con deviazioni su vie interne tortuose e incapaci di reggere flussi importanti di mezzi pesanti e di auto, dopo il crollo del ponte sul Trigno, che si è sbriciolato, e dopo la riattivazione, ieri, della frana di Petacciato (Cb), che ha costretto a fermare anche i treni che, sulla dorsale Adriatica, non stanno viaggiando più, per danni ai binari. 

Sulla questione interviene il segretario generale Fim Cisl, Amedeo Nanni: "La situazione della viabilità in Molise ha raggiunto livelli di estrema criticità - dice il sindacalista - e non è più sostenibile per cittadini e lavoratori. Dopo il crollo del ponte alla foce del Trigno, un ulteriore grave episodio, la frana a Petacciato ha peggiorato ulteriormente un quadro già fortemente compromesso.
Attualmente è stato predisposto un percorso alternativo promiscuo, sul quale vengono dirottati  contemporaneamente camion, autobus e vetture. Questa soluzione, seppur emergenziale, si sta rivelando del tutto inadeguata a gestire i volumi di traffico, generando disagi enormi, code internminabili e continui rallentamenti".

"A pagare il prezzo più alto - aggiunge - sono le centinaia di lavoratori che ogni giorno vanno dal Molise verso l’Abruzzo, soprattutto verso la Val di Sangro (Ch) e le sue aziende. Molti di loro sono costretti a viaggi estenuanti, impiegando dalle 3 alle 5 ore per raggiungere il posto di lavoro e altrettante per rientrare nella propria abitazione. Una condizione che incide pesantemente sulla qualità della vita, sulla sicurezza e sulla produttività. Questa situazione non può essere tollerata".

Fim Cisl interregionale chiede "con urgenza, alla Regione Molise e al ministro delle Infrastrutture  e alla Protezionw civile di intervenire tempestivamente per individuare e attuare soluzioni efficaci. E' necessario mettere in campo misure straordinarie che garantiscano la fluidità della circolazione, senza penalizzare ulteriormente le comunità coinvolte e senza aggiungere rischi.
Occorre agire subito, con responsabilità e concretezza, per restituire dignità e normalità a un territorio finito in ginocchio". 08 apr. 2026

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 3638

Condividi l'Articolo