Gallerie, elettrodotto e boschi distrutti: progetto ecomostro da 500 milioni nel Parco tra Abruzzo e Molise

Un progetto ecomostro da più di 500 milioni di euro che va a distruggere boschi e che altera parte del Parco nazionale Abrzzo Lazio e Molise.

Si chiama "Pizzone II" ed è stato presentato al ministero dell'Ambiente da Enel Green Power per scavare quasi 10 chilometri di tunnel nelle montagne, tra le province di L'Aquila e Isernia con tanto di nuove strade, grandi aree cantiere, elettrodotto, deforestazione a raso per ettari, deposito di centinaia di migliaia di metri cubi di detriti sulle vette delle Mainarde tra Alfedena, Pizzone, Montenero Val Cocchiara e Castel San Vincenzo al confine tra Abruzzo e Molise interessando in pieno sia il territorio del Parco sia le aree limitrofe della Zona di protezione esterna. Il tutto per creare una nuova centrale elettrica, impianti di cui l'Abruzzo è pieno dato che negli anni ne sono stati costruiti a decine, anche devastando e impoverendo corsi d'acqua. 

A portare alla luce l'iniziativa è la Stazione Ornitologica (Soa) e Forum Acqua Abruzzo che spiega che "la società proponente intende realizzare un sistema di pompaggio con nuova stazione elettrica da 300 megawatt da costruire anch'essa in sotterraneo in grandi caverne artificiali, attraverso appunto lo scavo di nuove gallerie del diametro fino a 6 metri tra i laghi artificiali di Montagna Spaccata e Castel San Vincenzo".

"Gli stessi elaborati tecnici prevedono la produzione di oltre 900.000 metri cubi di rocce da scavo, una parte consistente delle quali dovrebbe essere scaricata per sempre in alcune aree limitrofe, una addirittura all'interno del Parco (!). Oltre 11 ettari di bosco sarebbero tagliati completamente per ospitare le aree di cantiere della durata di ben cinque anni. Lo stesso paese di Pizzone si vedrebbe realizzare enormi sbancamenti sul versante della valle per piazzare strutture esterne della centrale".

Nelle prossime ore, ossia il 6 settembre, "scadono i termini per le osservazioni sulla procedura di Valutazione di impatto ambientale e di Valutazione di incidenza ambientale, quest'ultima svolta a causa dell'interazione tra il progetto e diversi siti protetti a livello comunitario".

Massimo Pellegrini, presidente della Stazione Ornitologica e naturalista, afferma: "E'  inconcepibile che una delle aree più belle del Parco d'Abruzzo, fondamentale per l'orso bruno marsicano, come si legge anche nelle carte dell'impresa, sia letteralmente stravolta per anni da cantieri immensi, con tutto ciò che consegue dal punto di vista dell'impatto, sia temporaneo che persistente. Sconcerta che un progetto di tale portata, che interessa direttamente un Parco nazionale storico, che ha cento anni, due regioni, diversi comuni, molti siti protetti a livello comunitario, proceda alla chetichella in piena estate, depositato il 6 agosto con trenta giorni per esaminare e commentare 119 elaborati progettuali di migliaia di pagine che portano a sconvolgere intere aree nella meravigliosa valle Fiorita di Pizzone. Altro che tutela dell'orso!"

Aggiunge Augusto De Sanctis, per il Forum H2O: "Depositeremo diverse osservazioni contrarie a un progetto che a nostro avviso è fortemente impattante ma è anche carente, visto che negli elaborati si fa un continuo rimando a nuovi studi da fare in sede esecutiva su specie e falde acquifere che rischiano di essere intercettate, cosa peraltro vietata dalla legge istitutiva del Parco. Invece tutti gli approfondimenti devono essere fatti proprio ora altrimenti come si fa a quantificare e valutare esattamente gli impatti? In ogni caso sarebbero di fatto pleonastici visto che appare evidente come un territorio così delicato, protetto a tutti i livelli, non possa essere trasformato in un enorme cantiere con tanto di aree di scarico permanente di migliaia di metri cubi di inerti. Ovviamente chiediamo all'Ente Parco nazionale d'Abruzzo di rilasciare parere negativo e a Enel Green Power di recedere da un progetto così invasivo. Al ministero e alle Regioni Abruzzo e Molise non resta altro che dimostrare con i fatti che la tutela dell'orso non è solo uno slogan da utilizzare nelle tragedie". 05 set. 2023

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