Vita tra ostriche, champagne e Ferrari, ma 33enne di Pescara pagava con bonifici fasulli

Viva la bella vita, ma lui non se la poteva permettere. Così ha trovato un modo per andare avanti con serate costosissime e sfarzi: ingegnarsi con i raggiri.

E' la ricostruzione della Guardia di Finanza del comando provinciale di Chieti che ha portato al rinvio a giudizio di un trentatreenne di Pescara. Secondo gli accertamenti l’uomo avrebbe messo a punto un sistema per ottenere beni e servizi di lusso senza pagarli: vini pregiati, champagne, aragoste, macchine sportive e persino cena di Capodanno con serata danzante da 1.500 euro per lui e gli amici.

Il meccanismo — spiegano gli inquirenti — era sempre lo stesso e ben oliato: si presentava come legale rappresentante di una società di comodo, allegava ordini documenti contraffatti, inviava copie di bonifici inesistenti, mai effettuati, e così ingannava fornitori e aziende, spesso del settore agroalimentare o dell’autonoleggio.

Le vittime accertate sono almeno undici, tra le province di Pescara, Chieti e Catanzaro, per un danno complessivo che si aggira intorno ai 50 mila euro, ma le denunce arrivate da varie parti d’Italia - la prima è partita da una pescheria di Ortona (Ch) nel maggio 2024 per una fornitura di ostriche e molluschi mai pagata - lasciano intendere che i casi possano essere più numerosi.

Per convincere i fornitori, l'imputato si avvaleva di documentazione falsa e di una recitazione precisa del ruolo di manager: biglietti da visita, mail con intestazioni aziendali e finti saldi di fatture che faceva apparire come legittimi.

Tra gli episodi sotto la lente della Tenenza di Ortona, che ha seguito il caso, c’è il noleggio — con una distinta di bonifico falsa — di una Ferrari F8 Coupé, ad una ditta della Calabria, per 5.500 euro, somma mai versata. La "rossa" è stata poi ritrovata in provincia di Foggia in condizioni drammatiche, "cannibalizzata", completamente smontata.

La Procura di Pescara, a chiusura degli accertamenti, ha ritenuto di avere elementi sufficienti per mandare la vicenda davanti a un giudice: c'è stato quindi il rinvio a giudizio del giovane per il reato di truffa. 04 nov. 2025

SERENA GIANNICO

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