
Abbraccia i figli, nota un ematoma sul volto del più piccolo e poi accusa forti dolori: interviene il 118 con l'ambulanza e viene trasferito all’ospedale di Lanciano.
E' quanto riferiscono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani riguardo a Pietro Loffredo, che ha avuto un malore subito dopo l’incontro con i suoi tre bambini, di 7, 4 e 2 anni, ancora collocati in un centro antiviolenza a Castel Frentano (Ch). I bimbi sono stati allontanati da casa, in contrada Iconicella a Lanciano (Ch) circa un mese fa, lo scorso 17 settembre, per le condizioni igienico-sanitarie nelle quali versava l'abitazione familiare, ora risistemata.
"Dopo 30 giorni di prigionia affettiva, un padre finisce al Pronto soccorso e temiamo conseguenze irreparabili, anche per la sua vita, oltre ai gravissimi traumi e sofferenze di bambini e congiunti. Salvate questa famiglia dalla rovina: non aspettate che una tragedia annunciata diventi un lutto", rimarca Pisani.
Le cause del livido, al momento, restano da accertare. La vicenda ha spinto i legali a chiedere verifiche immediate sulle condizioni del piccino e sulle circostanze in cui sarebbe comparso il segno sulla faccia. Hanno sollecitato una visita pediatrica, l’acquisizione della documentazione sanitaria e chiarimenti da parte della struttura che ospita i minori, anche in relazione alla mancata comunicazione ai genitori dell’ematoma.
I Pisani richiamano quindi l’ordinanza della Cassazione numero 23759 del 22 luglio 2026: "le misure limitative richiedono elementi concreti di pregiudizio; devono essere valutate le alternative meno invasive e l’affidamento fuori famiglia deve avere una durata definita, collegata agli interventi di recupero familiare. Non può protrarsi indefinitamente e trasformarsi in una agonia per i bambini e condanna per i genitori".
Su queste basi, domandano alla Corte d’Appello dell’Aquila di riesaminare con urgenza la situazione. 18 ott. 2026
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