
La vicenda dell’Hotel Rigopiano di Farindola (Pe) torna davanti alla Corte di Cassazione.
Il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, ha infatti impugnato la sentenza della Corte d’appello nel processo bis di secondo grado sul disastro del 18 gennaio 2017, quando, alle 16.49, una valanga seppellì l'albergo ai piedi del Gran Sasso, uccidendo 29 persone tra ospiti e lavoratori. Nel resort erano presenti in 40.
Il ricorso, articolato in 21 pagine, punta su tre argomenti: l’assoluzione dell’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, quella del tecnico comunale Enrico Colangeli e il calcolo dei termini di prescrizione. Il Pg contesta l’esclusione della responsabilità di Lacchetta dato che, anche in assenza della Carta di localizzazione del pericolo valanghe, il sindaco aveva obblighi e poteri di prevenzione e intervento in quanto garante della pubblica incolumità.
Stesse argomentazioni per Colangeli, all’epoca funzionario dell’ufficio tecnico comunale.
Il terzo fronte riguarda tutti gli imputati e l’applicazione della prescrizione. Il procuratore generale propone un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’articolo 157 del codice penale, affinché il raddoppio dei termini venga esteso anche all’omicidio colposo plurimo e non resti limitato, come attualmente previsto, al solo disastro colposo. La sentenza impugnata aveva chiuso l’appello bis con tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni. 19 ott. 2026
@RIPRODUZIONE VIETATA