Sit in dei lavoratori della SanMarco Industrial di Atessa (Ch) che potrebbero presto essere espulsi dal ciclo produttivo, dato che l'azienda ha dichiarato 80 esuberi su 163 dipendenti.

La protesta è andata in scena, anche questa mattina, davanti ai cancelli dello stabilimento metalmeccanico. "Siamo fortemente preoccupati - dice Amedeo Nanni, Fim Cisl - poiché rispetto al piano industriale presentato nel 2017, che prevedeva la conservazione dei posti di lavoro, anzi, era stata comunicata la possibilità di nuovi ingressi, ora si fa marcia indietro. I lavoratori, in passato, hanno rinunciato a gran parte del contratto di secondo livello pur di vedere salvo il proprio posto e la stessa azienda". Che, quattro anni fa, è passata nelle mani del gruppo Scattolini che, in Val di Sangro, ha già smantellato la Faist, migrata in Umbria.

"Nell’ultima riunione - aggiunge il sindacalista -  dopo una relazione sull’andamento generale dell’attività nel 2020 e nonostante l’incremento di produttività, è stato evidenziato che il momento resta critico. Si sperava che la SanMarco potesse attrarre nuove lavorazioni: sarebbe stata la svolta per evitare licenziamenti collettivi ma, purtroppo, ad oggi dobbiamo costatare che oltre alle possibilità aperte con Anas e Poste italiane, non ci sono spiragli in tal senso. Con gli accordi siglati in passato sono andati via 28 dipendenti, malgrado ciò è stata di nuovo ribadita la sussistenza di 70/80 esuberi. Siamo consapevoli che se si rimane solo con le commesse Sevel, la fabbrica rischia di ritrovarsi con circa 60 addetti".

"Inoltre - fa presente Alfredo Fegatelli, Fiom provinciale Chieti -  è stata paventata la possibilità di non anticipare più la cassa integrazione Covid-19 dal mese di maggio: fatto assolutamente inaccettabile che va completamente nella direzione opposta al rispetto delle persone e delle loro famiglie". Ma Fiom va giù duro contestando certi metodi.... "Purtroppo, - è la denuncia - anche la protesta a tutela del lavoro rischia di essere discriminatorio. L’azienda, durante la riunione, ha fatto sentire una registrazione effettuata durante il presidio, affermando di averne altre e di voler denunciare quanti continuassero ad esprimere opinioni negative. Riteniamo legittimo che un lavoratore che si senta messo fuori, sapendo che non riporterà più il salario a casa, possa esprimere liberamente la propria opinione". Contestato anche il fatto che si vuole "favorire l’esodo incentivato, attraverso l’utilizzo della cassa integrazione". 

"Ci auguriamo - afferma invece  Achille Di Sciullo, della Uilm - che l’azienda possa rimettersi in carreggiata, dopo un periodo buio. C’è stato un cambio al vertice che fa ben sperare". 18 mar. 2021

@RIPRODUZIONE VIETATA

Video a cura di Andrea Franco Colacioppo. Montaggio Massimiliano Brutti

totale visualizzazioni: 2469

Condividi l'Articolo