
E' del 19 ottobre scorso l'ultima foto insieme, postata sui social, nella quale vengono ritratti abbracciati. E, sembra, felici.
Ora Marco Panichi, 53 anni, residente ad Avezzano (Aq) e originario di Civitella Roveto (Aq), è stato fermato con l’accusa di aver finito a coltellate la fidanzata, colombiana di 36 anni. Il delitto è avvenuto la mattina del 22 ottobre a Vergiate, in provincia di Varese, all’interno di un’abitazione presa in affitto dall’uomo per un soggiorno.
Dopo i fatti, lui è rientrato in Abruzzo e, nella tarda serata di ieri, si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Avezzano, riferendo di aver ucciso, ore prima, la donna, al culmine di una feroce lite. Secondo quanto riferito dal suo difensore, l’avvocato Leonardo Casciere, prima di raggiungere i militari sarebbe passato dal padre.
La segnalazione dell’uomo, su disposizione della Profura di Busto Arsizio (Varese) ha fatto scattare immediatamente gli accertamenti dei militari della compagnia di Gallarate, che hanno raggiunto, con diverse pattuglie, l’abitazione indicata. Sul posto sono intervenuti anche i militari della squadra rilievi del Nucleo investigativo, insieme al pubblico ministero e al procuratore di Busto Arsizio, Carlo Nocerino.
Per accedere all’immobile è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno dovuto forzare l'ingresso. Una volta aperta la porta, i presenti hanno trovato il corpo esanime sul pavimento della camera da letto. Il cadavere presentava diverse ferite da arma da taglio al corpo e al collo, come constatato anche dal medico legale intervenuto sul posto. Accanto c'era un coltello da cucina, ritenuto l’arma utilizzata per colpire la vittima.
La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale di Pavia per l’esame autoptico.
Durante l’interrogatorio davanti al procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, Panichi ha sostenuto di aver agito per difendersi da un assalto della compagna, che era molto gelosa. Come conferma anche il suo avvocato, Leonardo Casciere.
Secondo la ricostruzione fornita dal legale, sarebbe stata la vittima a impugnare per prima un coltello. "L’aggressione non è partita da lui, è partita da lei", ha rimarcato il difensore, aggiungendo che il suo assistito avrebbe riportato diverse lesioni, tra cui una ferita profonda al braccio sinistro e altre alla mano destra.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura di Avezzano ha disposto il fermo dell'uomo, operando in stretto raccordo con la Procura di Busto Arsizio. L’uomo si trova in carcere ad Avezzano.
Nel comunicato stampa diffuso dalla Procura di Busto Arsizio viene ricostruita la sequenza degli interventi che ha portato al ritrovamento della vittima. La magistratura lombarda ha confermato che, dopo la segnalazione ricevuta dai carabinieri di Avezzano, i militari di Gallarate hanno raggiunto l’abitazione indicata dall’uomo, verificando quanto da lui riferito.
Gli accertamenti dovranno contribuire a definire l’esatta dinamica dell’omicidio e a verificare le circostanze in cui sono state inferti i fendenti mortali. 23 ott. 2026
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