Video di violenze sessuali su bimbi su Telegram e Whatsapp, maxi operazione della polizia. Coinvolto uomo di Chieti
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In tre anni di accertamenti sono stati stanati 159 gruppi attivi su chat istantanee come Telegram e Whatsapp, dove avveniva aggregazione, ricerca e scambio di centinaia di migliaia di file pedopornografici, oscenità riguardanti ragazzini e anche piccini di pochi mesi. 

Una maxi operazione della poliza postale, la più imponente degli ultimi anni, denominata "Luna park" (GUARDA IL VIDEO), ha portato ora alla luce una rete internazionale di associazioni criminali, che operavano in questo settore. Sono 15 gli arrestati; segnalati alla magistratura 432 utenti che utilizzavano canali e chat per scambiarsi il materiale che ritraeva violenze sessuali su minorenni, su ragazzini "in età prepuberale". I primi accertamenti nell'autunno del 2017. Le indagini sono state condotte da agenti "sotto copertura", infiltrati tra i pedofili su internet. In prima linea la Postale di Milano, coadiuvata dal Centro nazionale per il contrasto della Pedopornografia online di Roma. Inchiesta coordinata dai procuratori aggiunti Letizia Mannella e Eugenio Fusco e dai pm Cristian Barilli e Giovanni Tarzia della Procura di Milano. Gli abusi, in particolare, riguardano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati. 

Sedici gruppi, tra quelli scovati, erano vere e proprie associazioni per delinquere, al cui interno era possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipanti, con ruoli e compiti ben definiti. Tra i principali gestori e amministratori compaiono anche due italiani, un ottico 71enne napoletano con collaborazioni universitarie e un disoccupato 20enne veneziano: loro reclutavano complici in ogni parte del mondo. Indagati in totale 81 italiani, con perquisizioni e arresti in 18 regioni e 53 province. Il 35% degli italiani inquisiti si concentra tra Lombardia e Campania. Coinvolto anche un uomo di Chieti, di 52 anni, già bloccato da tempo e in carcere a "Madonna del freddo" per reati specifici. Sotto sequestro il telefonino che usava, i cui contenuti sono all'analisi degli esperti.

Nei guai, poi, 351 stranieri, con manette che scatteranno in Europa e in tutto il mondo, persino in Usa e Africa. 

Ci sono affermati professionisti, operai, studenti, consulenti universitari, pensionati, impiegati privati e pubblici, tra cui un vigile urbano. In ogni "stanza" delle chat c'erano regole ben precise per limitare dal massimo l'esposizione e il possibile tracciamento da parte delle forze dell'ordine. Appena c'era il sentore di un pericolo, l'utente veniva espulso dal gruppo. "Nel novembre 2019 - spiegano alla Postale di Milano - avevamo un quadro ben preciso della situazione. A quel punto siamo passati all'individuazione dei ruoli". Con pedinamenti e intercettazioni. Acquisita una valanga di documentazione. 

Oltre allo scambio di filmati e foto di violenze su bambini, in alcuni casi sarebbe stata offerta anche la possibilità di arrivare ad avere "contatti diretti" con le vittime dei soprusi. "Durante il lockdown e la pandemia - spiega tra l'altro il pubblico ministero Mannella - i bambini "sono molto più indifesi e più facilmente vittime di adescamenti" e c'è stato un "aumento dei reati di pedopornografia". 

Serena Giannico

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