Omicidio Umberto Ranieri. Arrestato 18enne tunisino. 'Ucciso perché disse di non sporcare'

E' stato aggredito  e ucciso dopo una lite, degenerata perché aveva invitato un gruppo di ragazzi, che stava consumando semi di girasole, a non sporcare. E' quanto ricostruito dai carabinieri di Roma Casilina che hanno individuato e arrestato Jelassi Mohamed Aziz, classe 2001, di origini tunisine, con cittadinanza italiana acquisita di recente. E' ritenuto responsabile dell'omicidio del pittore e performer Umberto Ranieri (nella foto), 55 anni, di Paglieta (Ch), in arte Nniet Brovdi, avvenuto a largo Preneste a Roma, lo scorso 17 marzo.

L'attività investigativa, coordinata dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, è stata incentrata sulle testimonianze di alcuni cittadini presenti al momento dell'aggressione e si è basata anche sull'analisi dei filmati di trenta telecamere di vari circuiti di videosorveglianza installati nei pressi del luogo in cui si è verificato l'assassinio e sui mezzi pubblici in transito negli orari compatibili con quello in cui è staro compiuto il delitto; sullo studio di oltre 70.000 telefonate e messaggi, registrati da ponti ripetitori installati in diversi punti della capitale. Sono stati poi accuratamente analizzati i social media.

L'artista quella sera era uscito per una passeggiata in uno scorcio di città a cui era molto affezionato. Spesso vi si fermava, anche a ripulire... A raccogliere bottiglie lasciate a terra e cartacce. A cestinare rifiuti abbandonati. "Ci teneva particolarmente...", hanno spiegato alcuni residenti alle forze dell'ordine. Ma è incappato nel giovane africano ora rinchiuso nel carcere di Regina Coeli. Il teen ager era con la fidanzata kosovara e con un'amica romena. Il gruppo, sgranocchiati i semi di girasole, avrebbe lasciato cadere la bustina di plastica e Ranieri avrebbe detto alla comitiva di non gettare spazzatura in giro. 

Da qui la discussione, culminata con un pugno letale, sferrato, all'improvviso dall'extracomunitario. Il pittore, colto di sorpresa, è caduto all'indietro. Ha riportato lo sfondamento del cranio, con fuoriuscita di materia cerebrale. E' morto dopo alcuni giorni di agonia, il 20 marzo. 

Ad incastrare il tunisino proprio i semi di girasole. Perché gli investigatori sono riusciti a risalire al negozio in cui sono stati comperati, dove ci sono le telecamere di sicurezza, che hanno ripreso il momento dell'acquisto, rivelando i volti dei tre. Che, dopo l'aggressione, si sono dileguati, senza prestare soccorso.

Serena Giannico

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