
Aveva 21 anni e ne avrebbe compiuti 22 nel novembre prossimo. Andrea Di Risio (nella foto), studente universitario che stava per laurearsi in Scienze motorie, è morto nelle prime ore del mattino mentre stava lavorando all’interno della cantina sociale San Panfilo, in contrada Piano Scancello, a Scerni (Chieti), il suo paese. Era operaio stagionale, come ve ne sono tanti in quella zona nel periodo delle vendemmia. Un'occupazione che era comunque un aiuto economico. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti.
La tragedia si è verificata intorno alle 5.30. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe iniziato da solo le operazioni di controllo di una vasca utilizzata nella fase iniziale della trasformazione delle uve destinate alla vinificazione, con separazione dei prodotti di scarto. Pare che l'elica dell'impianto, mentre lui era infilato sotto di esso per verificarne l'esatto funzionamento, lo abbia colpito alla testa e ucciso. Poi sarebbe stato trascinato in una canalina.
Le circostanze esatte del dramma devono essere comunque ricostruite. Tra gli aspetti da verificare vi sono proprio le modalità con cui il giovane è entrato nella vasca, le condizioni operative del macchinario e l’eventuale presenza di dispositivi di sicurezza attivi durante l’intervento. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire che cosa sia successo e quali fattori abbiano contribuito alla tragedia.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Atessa, che segue il caso, i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118. Per il giovane, purtroppo, non c’era più nulla da fare. Sopralluogo anche del pm della Procura di Vasto (Ch), Silvia Di Nunzio. La salma è stata trasferita a Chieti per l'autopsia.
Le verifiche si concentrano sull’area in cui si è verificato l’infortunio e sulle attrezzature utilizzate per la movimentazione delle uve. In particolare, occorrerà chiarire se la morte sia stata provocata da un contatto con gli organi meccanici dell’impianto, da un’altra causa accidentale o da una combinazione di fattori.
Le vasche di ricezione delle uve
Le vasche di ricezione delle uve sono attrezzature fondamentali nella prima fase della vinificazione. Ricevono l’uva scaricata da camion, rimorchi o contenitori e la convogliano verso le successive lavorazioni, come la diraspatura, la pigiatura e il pompaggio del prodotto.
Questi impianti possono essere dotati di una coclea di fondo, una grande vite senza fine che spinge meccanicamente le uve verso il punto di scarico. Nei modelli di maggiore capacità possono essere presenti anche alberi con eliche o pale rompiponte, progettati per evitare che la massa d'uva si compatti e impedisca il regolare avanzamento del prodotto.
Si tratta di macchinari che, durante il funzionamento, possono presentare rischi significativi per quanto riguarda le parti in movimento. Per tale ragione, gli interventi di pulizia, ispezione e manutenzione richiedono procedure specifiche, l’arresto delle parti pericolose e la prevenzione di qualsiasi riavvio involontario.
Il cordoglio delle istituzioni
Cordoglio, per l'ennesimo letale infortunio, dal presidente della Regione, Marco Marsilio, che dice: "Un ragazzo prossimo alla laurea, con una vita davanti, i suoi progetti e le sue speranze: la sua scomparsa lascia un dolore immenso e un vuoto impossibile da colmare. A nome mio e della Giunta regionale esprimo il più sentito cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli volevano bene. A loro va il nostro abbraccio e la nostra vicinanza in queste ore così difficili.
In attesa che gli accertamenti chiariscano la dinamica dell’accaduto, resta lo sgomento per una giovane vita spezzata sul lavoro. La tutela della salute e della sicurezza deve essere una priorità irrinunciabile, in ogni luogo e per ogni attività". Si tratta di un lutto "che colpisce profondamente l’intero Abruzzo".
Il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna: "Una notizia drammatica che ci lascia sgomenti e che colpisce profondamente l’intera comunità. Alla famiglia della vittima, ai suoi cari e a tutti i colleghi di lavoro rivolgo le mie più sentite condoglianze e la vicinanza delle istituzioni in questo momento di dolore così grande. Questa ennesima tragedia sul lavoro richiama tutti, istituzioni, imprese e parti sociali, alla responsabilità di rafforzare ogni azione necessaria a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. La tutela della vita e della dignità deve essere una priorità assoluta e irrinunciabile".15 ott. 2026
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