Terremoto, L'Aquila 10 anni dopo. Il sindaco Biondi: 'Racconteremo di quanta bellezza ci stiamo riappropriando'

Dieci anni dal sisma che sconvolse L'Aquila e provincia e fece 309 vittime, il sindaco Pierluigi Biondi anticipa che l'anniversario "servirà anche per raccontare di quanta bellezza ci stiamo riappropriando. Tanti problemi ma anche tanti esempi di rinascita. Quello che sta succedendo all'Aquila è straordinario. Il decennale vuole essere un racconto in positivo per far vedere cosa sta diventando l'Aquila, dove è in corso la più grande e inedita opera di rigenerazione urbana", dice.

"Esempi straordinari di capacità tecnica, amministrativa, politica e sociale di rinascita - prosegue il sindaco -. L'obiettivo, continua, è "far riscoprire che quella città che abbiamo visto con le lacrime agli occhi per la tragedia, oggi possiamo rivederla con le lacrime agli occhi per l'emozione che danno luoghi straordinari che stiamo restituendo alla comunità. Parlo di Collemaggio, della chiesa delle Anime Sante, ma anche di quello che sarà a breve, con San Filippo, San Silvestro, il teatro comunale, Palazzo Margherita, le decine dei cortili dei palazzi signorili privati, Palazzo Artinghelli, il palazzetto dei Nobili. Ci sono decine e decine di luoghi pubblici o privati - aggiunge - di cui questa città si sta riappropriando, e che devono essere fatti conoscere", evidenzia Biondi riferendo di un'iniziativa avviata in accordo con il ministero dei Beni culturali e con il sottosegretario Gianluca Vacca, su L'Aquila come "città d'arte, l'idea di rappresentare la città come se fosse un grande museo".

"L'Aquila è una straordinaria - evidenzia - . Lo era prima del terremoto, lo è stata subito dopo il terremoto per la forza della sua gente, lo è oggi che sta rinascendo. La ricostruzione privata è al 70% ed entro tre anni sarà completata. Entro tre anni i cittadini italiani potranno vedere il frutto degli sforzi economici e intellettivi di questa nazione e di questi luoghi. La ricostruzione pubblica, invece, segna il passo e da questo punto di vista - afferma il primo cittadino - c'è bisogno di una semplificazione delle procedure e di un rafforzamento delle strutture pubbliche a tutti i livelli che si occupano di appalti e opere pubbliche".

Occorre uscire "dalla logica delle emergenze viste singolarmente". Quello che serve è una normativa unica sulle emergenze e sulle ricostruzioni che siano calamità che derivino dal terremoto o dalle alluvioni, o dal ponte Morandi. Un modello standard in cui siano codificate anche le deroghe", rimarca poi Biondi -. Noi oggi - dichiara - non avremmo una città se nell'aprile 2009 non ci fossero state deroghe rispetto alla normativa sugli appalti per il progetto Case, per i Map, per i Musp, per i moduli abitativi dei comuni del cratere. Se avessimo seguito procedure ordinarie, saremmo nella situazione in cui si trovano oggi le aree del centro Italia, con i Sae consegnate dopo due anni. Se le deroghe vengono codificate in 'tempi di pace' e funzionano garantendo la rotazione e la trasparenza delle procedure - spiega il sindaco dell'Aquila, eletto nel giugno del 2017 - si possono fare le cose velocemente ma senza creare zone grigie dove poi si intrufolano affaristi e funzionari o dirigenti pubblici infedeli". Quindi l'appello al Governo. "Servono risorse umane perché il comune dell'Aquila rispetto al 31 dicembre 2008 ha addirittura meno dipendenti e un numero di dirigenti dimezzato. Di questo abbiamo fatto oggetto di interlocuzione con il Governo e chiederemo un rafforzamento dell'assistenza tecnica dedicata alla ricostruzione pubblica". 

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