Coronavirus. L'Abruzzo resta zona rossa... Marsilio spera di no, gli altri lo massacrano. 'Situazione creata da lui'

L'Abruzzo non uscirà dalla zona rossa il 4 dicembre. Manca solo l'ufficialità del ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma almeno fino al 10 dicembre dovrebbero restare in vigore le attuali limitazioni. 

Stamane, in conferenza stampa, il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha detto: "La mia ordinanza scade il 3 dicembre e non la rinnoverò. Fosse per me, dal 4 saremmo in area arancione, ma questa è una decisione che spetta al ministro che deve valutare i numeri dei contagi. Io non sono nella possibilità di adottare provvedimenti meno restrittivi". 

Marsilio spera di poter riuscire ad anticipare di qualche giorno il passaggio in "zona arancione" e di riaprire per il ponte dell'Immacolata. 

Proprio per questo ha scritto a Speranza chiedendo, insieme alle altre Regioni, di rendere più agevole il passaggio da una fascia all'altra che oggi necessita di almeno 14 giorni consecutivi di calo degli indicatori epidemiologici. "Pensiamo di poter produrre dati che dimostrano come l'Abruzzo, che già venerdì scorso era stato classificato come appartenente alla categoria 'arancione', mostri risultati ancora migliori rispetto alla settimana scorsa".

In tal senso il governatore sottolinea che l'indice Rt è a 1,11, il tasso di occupazione delle terapie intensive al 40% e il tasso di occupazione di posti letto in area critica al 48%. Cioè c'è "tutta una serie di indicatori all'interno della media nazionale e non può essere trattata come se fossa la regione più pericolosa o peggiore d'Italia". Ma ecco gli attacchi. 

"O il presidente Marsilio non sapeva quello che faceva quando ha disposto la "zona rossa" in Abruzzo oppure oggi è in malafede e tenta goffamente di scaricare sul Governo nazionale le conseguenze della sua ordinanza. Non conosceva il contenuto dei Dpcm quando emanava l'ordinanza? Lo scopre solo oggi e adesso cade dalle nuvole": così il capogruppo M5S in Regione, Sara Marcozzi, che prosegue: "Quello che non cambia mai, purtroppo, è il solito atteggiamento - tipico di Fratelli d'Italia - nei confronti del Governo: prima dice di non voler far polemiche, dopo parte con i soliti attacchi pretestuosi, salvo poi chiedere un intervento di emergenza per mettere una pezza a una situazione da lui stesso creata. Una continua mancanza di coerenza da parte di un presidente che, fino a poche settimane fa, ci ripeteva che 'tutta l'Italia sarebbe stata zona rossa', mentre adesso lo scenario più concreto è che, a ritrovarsi in zona rossa, sarà solo l'Abruzzo".

"Se ci fosse Dante immaginerebbe un altro girone dove collocare Marsilio e la sua Giunta: quello degli inconsapevoli. Non abbiamo un governo regionale ma una finzione con interventi umorali, senza senso, che di fatto hanno fatto precipitare la nostra regione tra le peggiori in Italia. Al di là delle zone, ci troviamo di fronte ad una crisi sanitaria, evidente e fuori controllo, senza vaccini antinfluenzali, con provvedimenti economici che non arrivano alle imprese e la coppia Marsilio-Sospiri sta scoppiando l'Abruzzo": così il deputato di Italia Viva, Camillo D'Alessandro.

"Marsilio - afferma l'ex assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, Pd - non può lamentarsi, perché ha voluto lui la zona rossa anche quando i nostri parametri non erano da zona rossa; conosceva le norme e sapeva che l’Abruzzo sarebbe potuto di nuovo essere zona arancione il 10 dicembre e dopo altri 14 giorni, a ridosso del Natale, zona gialla. Ora siamo appesi ad una qualche possibilità che si modifichino norme valide per tutte le Regioni e che Marsilio conosceva".  02 dic. 2020

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