'I debiti della Comunità montana Sangro Vastese e delle altre non possono ricadere sui Comuni'

"I debiti della Comunità montana Sangro Vastese e delle altre non possono ricadere sui Comuni".

E' quanto rimarcato, lo scorso 18 novembre, a Bomba (Ch), durante l’assemblea dei Comuni che facevano parte della Comunità montana Sangro-Vastese. Il bilancio della Comunità montana, composta dai paesi di Borrello, Castelguidone, Castiglione Messer Marino, Civitaluparella, Fallo, Fraine, Gamberale, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Pennadomo, Pizzoferrato, Quadri, Roccaspinalveti, Roio del Sangro, Rosello, Schiavi d’Abruzzo e Torrebruna, mostrerebbe uscite nettamente superiori alle entrate.

Le Comunità montane, in Abruzzo, sono enti chiusi e commissariati, di cui restano però i passivi. "E - scrive in una nota Arturo Scopino, sindaco di Montelapiano (Ch) - qualora i Comuni subentrassero alla costituenda Unione Montana, così come voluto dalla Regione Abruzzo con legge numero 42/2023, dovrebbero farsi carico di oneri, anche finanziari, che pregiudicherebbero la stabilità del loro bilancio. Questo è l’effettivo interesse che c'è verso le aree montane", tuona Scopino. 

Ricorda Scopino che "la Regione Abruzzo, a guida Giunta di Gianni Chiodi nel 2013 ha soppresso le Comunità montane e ne ha disposto il commissariamento e adesso ls Giunta di Marco Marsilio se ne vuole disfare a danno dei Comuni membri. La legge 42/2023 arriva - viene evidenziato - dopo ben 11 anni di commissariamento, il quale ha di fatto isolato ed escluso da ogni beneficio le aree interne.  Le Comunità montane erano utilissime, non solo per erogare servizi ai Comuni (servizi sociali, centrale unica di committenza, ecc...), ma anche per intercettare finanziamenti (Masterplan per l’Abruzzo, Pnrr ecc...) che avrebbero potuto favorire lo sviluppo del tessuto socio economico di contesti montani impedendo il degrado in cui versano le tante strutture e infrastrutture realizzate dalle Comunità montane nel tempo".

Con questa nuova legge - viene fatto presente - "la Regione, ccancellando definitivamente le Comunità montane, ha inventato l'Unione montana  e i Comuni che volessero entravi, dovrebbero farsi carico di oneri, anche finanziari, che pregiudicherebbero la stabilità del loro bilancio, scoraggiando di fatti l’aggregazione di altri centri  e contribuendo così alla loro emarginazione e al tracrollo finanziario". 

“Il Governo regionale - incalza la nota di Scopino -  vuole risolvere un problema che ha creato passando la palla ai Comuni che dovranno togliere le castagne dal fuoco, accollandosi le passività delle Comunità montane, che andranno a pesare sui già asfittici bilanci".

Ma c'è dell'altro. "La Regione - incalza il primo cittadino di Montelapiano e vice presidente della Provincia di Chieti - non tiene conto neppure della salvaguardia della vita dei cittadini che vivono nei territori montani. Giorni fa, infatti, i Comuni dell'entroterra hanno ricevuto una nota dalla Regione nella quale si avvisa che gli stessi debbono provvedere a farsi carico dei costi di gestione di un defibrillatore ricevuto in dotazione sei anni fa, posizionato in luoghi aperti al pubblico, per scongiurare il decesso di persone colte da infarto, circostanza probabile data la distanza dei centri montani dal punto di primo soccorso e i tempi di percorrenza per raggiungerlo. Diversamente, questi defibrillatori saranno smantellati e recuperati dalla Regione per mancanza di disponibilità finanziaria per la loro gestione. Stiamo parlando di circa 280 euro l’anno! Questa è la Regione... incurante persino dei defibrillatori che hanno salvato e potranno salvare vite umane, per un risparmio che ammonta complessivamente al costo di un solo dipendente regionale. Una somma minimale rispetto alle ingenti risorse che annualmente questo Governo regionale a fine anno elargisce ad associazioni tra le più disparate. Mancette evidentemente utili alla campagna elettorale, ma di certo non ai cittadini delle zone montane". 23 nov. 2023

MARIANO PELLICCIARO

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