Estrazioni di gas a Bomba, associazioni ambientaliste osservano il progetto

Fa discutere il nuovo progetto di estrazione di gas a Bomba. Legambiente e Wwf hanno presentato le osservazioni sul giacimento di Colle Santo e chiedono di archiviare il procedimento. L'obiettivo, come si legge in una nota congiunta, è di "impedire la realizzazione di un’opera di coltivazione di idrocarburi ed evitare danni catastrofici ed incalcolabili, agevolmente immaginabili, alla popolazione residente oltreché ad un patrimonio dell’umanità, costituito da flora, fauna ed habitat unici, riconosciuto a livello comunitario. Si tratta di un progetto analogo ad altri che sono stati già perentoriamente respinti sia dal Comitato VIA della Regione Abruzzo sia dal Ministero dell’Ambiente e che, in particolare, hanno subito un pesantissimo arresto anche dal Consiglio di Stato".

Tra le criticità non superate, rilevano le due associazioni ambientaliste, "vi è la necessità di espletare un’attività sul campo che generi nuovi e aggiornati dati sperimentali, condizione ritenuta indispensabile per esaminare un’ulteriore nuova istanza relativa alla coltivazione del giacimento in questione. Nonostante ciò, ad oggi nulla esiste sugli approfondimenti e sulle valutazioni richieste, essendosi l’azienda proponente limitata a sostenere di aver commissionato uno studio all’Università degli Studi G. d’Annunzio Chieti-Pescara, in collaborazione con la Italfluid Cosmep Srl".

Per Silvia Tauro, presidente regionale di Legambiente, e Filomena Ricci del Wwf Abruzzo, “Gli esiti di questo studio non sono presenti agli atti del procedimento e non si è a conoscenza di quando lo saranno, quindi la documentazione del progetto si presenta del tutto incompleta. Alla luce di tanto e della permanente incompatibilità del progetto con il rispetto del principio di precauzione già ribadito nella sentenza del consiglio di Stato, l’istanza va archiviata”.

Anche Nuovo Senso Civico dice no. L'associazione presieduta da Alessandro Lanci ha condotto un'attenta analisi dei documenti progettuali relativi alla proposta di coltivazione del giacimento di gas, manifestando "preoccupazioni significative riguardo a diverse lacune nei documenti presentati, in particolare per quanto concerne gli aspetti critici dell'assetto, della sicurezza e della pianificazione economica e sociale del territorio interessato. Siamo altresì preoccupati dalla apparente mancanza di piena compatibilità del progetto con le normative vigenti di gestione territoriale".

Una questione di rilievo riguarda gli aspetti geologici, morfologici e sismici del sito, "per i quali la documentazione progettuale rimanda a studi che non saranno disponibili prima di marzo. Di conseguenza, riteniamo che, allo stato attuale, non sia possibile una valutazione compiuta e responsabile del progetto in tutte le sue dimensioni e implicazioni". In virtù di queste considerazioni, Nuovo Senso Civico sollecita ufficialmente un'estensione dei termini per la presentazione delle osservazioni sul progetto, "indispensabile per consentire una valutazione approfondita e informata degli elaborati progettuali, una volta che saranno disponibili tutti gli studi aggiuntivi necessari".

Stazione Ornitologica Abruzzese e Forum H2O hanno presentato osservazioni rivolgendosi al ministero dell'Ambiente: "La drammatica crisi climatica in atto - affermano - richiede lo stop alla messa in produzione di nuovi giacimenti di metano, come richiesto da tutti gli scienziati del clima e dalla stessa Agenzia Internazionale dell'Energia; il progetto di attivare l'estrazione dal giacimento di Bomba va nella direzione opposta. Questa è una delle osservazioni depositate alla Valutazione di Impatto Ambientale nazionale entro la scadenza di oggi rispetto a un intervento che è stato riproposto per la terza volta dopo le precedenti due bocciature in sede di Valutazione di Impatto Ambientale regionale e nazionale".

Secondo le due associazioni è "irrisolta la questione dei rischi di terremoti potenzialmente generati dalle estrazioni, oggetto di pesanti critiche da parte della Commissione Via nazionale nel 2021. Addirittura il proponente non presenta documenti di approfondimento rimandandoli a una fase successiva, parlando di valutazioni "preliminari". Inoltre punta tutto su un Piano di Monitoraggio degli eventi sismici, compresi quelli eventualmente provocati dalle attività estrattive: peccato che un monitoraggio si limita a registrare i sismi e non previene ovviamente i danni a cose e persone che potrebbero verificarsi. Un modo di ragionare assolutamente inaccettabile perché equivale ad accettare di mettere a rischio addirittura la pubblica incolumità".

C'è poi la tutela di due Siti di interesse comunitario delle Gole di Pennadomo e di Monte Pallano, limitrofi all'area estrattiva, "entrambi interessati dalle ricadute delle emissioni secondo gli stessi modelli presentati dal proponente che poi sostiene che queste rimarranno nei limiti": i due siti "ospitano vegetazioni assolutamente particolari e di pregio a scala europea, molto più sensibili e vulnerabili alle perturbazioni antropiche", e poi "le misure di conservazione sito-specifiche del SIC di Pennadomo (punto 65) di cui alla Delibera di Giunta Regionale 494/2017 impongono testualmente il divieto di realizzazione di impianti industriali di estrazione e/o raffinazione nonché di stoccaggi in superficie e sottosuolo nel SIC e in un buffer di 3 km attorno al perimetro del SIC (comunque entro i confini amministrativi), con esclusione in quest'ultimo caso delle stazioni di rifornimento per autotrazione". 

Il progetto è "palesemente in contrasto con tutti gli accordi, anche in sede di Cop, per il taglio delle emissioni di metano. Pertanto è necessario fermare questa ennesima proposta smettendo di puntare ancora sulle fossili e tutelando in maniera attiva un territorio di forte valenza ambientale ma fragile e vulnerabile".

Parere negativo viene altresì espresso dal Comitato di cittadini "Gestione Partecipata Territorio", secondo cui la "documentazione, molto carente, non fuga i dubbi sugli impatti ambientali del progetto e non affronta le tematiche principali dei rischi idrogeologici e sismici". Pertanto il Comitato evidenzia "le numerose e gravi lacune tecniche della VIA" e chiede "il rigetto dell’istanza. Le Osservazioni evidenziano come il progetto non abbia le caratteristiche e le finalità per essere inserito nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima, visto che il gas naturale liquefatto, non sarà un bio carburante prodotto da fonti rinnovabili, ma da un idrocarburo fossile. Il progetto non contribuisce né a risolvere il problema dell’approvvigionamento di gas, visto che sarebbe in grado di soddisfare solo pochi giorni di fabbisogno nazionale".

I cittadini di Bomba evidenziano come sia "del tutto inaccettabile che la trattazione sui rischi idrogeologici connessi all'eventuale subsidenza e sismicità indotta dell’estrazione del gas non siano stati trattati e rinviati ad un documento che sarà presentato in seguito". Il documento del Comitato "Gestione Partecipata Territorio" si conclude con le richieste di estromettere il progetto dal PNIEC, di esprime parere negativo all’istanza della LNEnergy, di revocare il permesso di ricerca e di dichiarare il giacimento non coltivabile. 05 apr. 2024

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 1170

Condividi l'Articolo