L'automotive in l'Abruzzo vale circa 7 miliardi di fatturato e il 50% dell'export
GUARDA LE FOTO

"In Abruzzo il tasso di industrializzazione è del 27 per cento, con numeri da Centro-Nord Italia. Non siamo più quelli delle pecore".  

E l'automotive si conferma “un tesoro” da custodire. Esso, nonostante i guai “globali” degli ultimi anni, “ci permette - dice Raffaele Trivilino, direttore del Polo Innovazione  Automotive - di essere moderatamente ottimisti. Ma non distraiamoci, perché se lo facciamo, potrebbero essere sberle in faccia”.

Così a Santa Maria Imbaro (Ch), nella sede del Polo, durante la presentazione del Secondo rapporto sull’automotive redatto dall’omonimo Osservatorio. Ci sono il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio; l’assessore regionale alle Attività produttive, Daniele D’Amario, i vertici di numerose imprese del territorio, l’Università dell’Aquila, sindacati e amministratori locali. Ci sono un minuto di raccoglimento e un applauso, ad apertura di incontro, in memoria dell'ex senatore Giovanni Di Fonzo, scomparso di recente, "lungimirante per quanto riguarda l'automotive" e sempre "vicino al Patto Territoriale, che tanto ha dato al territorio".

La ricerca illustrata fornisce la fotografia di un comparto che continua ad essere il cuore che fa pulsare l’economia regionale, con i suoi 7,5 miliardi di fatturato, 23.000 addetti e con un export che rappresenta circa il 50% del totale. Un'istantanea che cristallizza il settore anche alla luce di emergenza Covid, di guerra in Ucraina, crisi della componentistica ed energetica.

Le aziende mappate dal Polo rappresentano il 77% del fatturato di riferimento (6,127.506.246,00 euro), e il 61% dei dipendenti (12.757). Tra esse ci sono i colossi Fca Italy (ex Sevel) e Honda Italia di Atessa e la Denso di San San Salvo.

"Pur se colpite come le altre - rimarca Trivilino - le nostre aziende resistono e anzi continuano a guardare al futuro con moderato ottimismo per l’80% di esse; dopo una sensibile diminuzione nel 2020 si osserva una risalita nel 2021 e 2022". Numeri importanti anche se ci sono criticità che vanno affrontate per migliorare sensibilmente la competitività con particolare attenzione alle infrastrutture (strade e logistica), servizi territoriali, digitalizzazione e competenze. "Le sfide per il futuro - secondo Giuseppe Ranalli, presidente del Polo - devono necessariamente partire da un tagliando, per poi intervenire adeguatamente al fine di mantenere quel che abbiamo, perché se non facciamo uno sforzo, potremo perdere attività. Non siamo in condizioni di crisi e l'allarmismo diffuso degli ultimi tempi è ingiustificato. Ma siamo in una competizione non solo italiana, ma europea e mondiale, dove oltre all’America c’è anche l’Asia, e dobbiamo essere preparati".

Daniela Di Cecco, dell'Area Comunicazione del Polo, sottolinea che "le imprese abruzzesi, rispetto al 2019, nel 77% dei casi, hanno introdotto sul mercato prodotti nuovi o significativamente migliorati" e il 90% di esse "ha espresso esigenze di riconversione dei propri dipendenti, e fa fatica a trovare personale qualificato, specialmente rispetto ad alcune aree, quali ricerca e sviluppo, manutenzione macchinari e impianti".

Per la ex Sevel - come afferma il direttore dello stabilimento  Paolo Accastello - "il futuro  presenta sfide e problemi, ma dobbiamo reagire - esorta - e rilanciare la sfida". Il 2022 per il colosso del  Ducato è stato l'anno del 7milionesimo furgone prodotto, tra stop e fermi forzati anche lunghi per carenza di materiali, mentre il 2024 presenta una doppia opportunità: la realizzazione, in house, di un veicolo elettrico e la produzione di mezzi Toyota. "Da due mesi - afferma  Accastello - è migliorata la situazione della fornitura dei microchip, tant'è che abbiamo cominciato a lavorare anche di sabato". Sono 1.050-1.080 i veicoli commerciali quotidianamente realizzati. E "l'obiettivo rimane la competitività". Per ciò, tirata d'orecchi alle istituzioni per infrastrutture e logistica lacunose: occorre completare la Fondovalle Sangro e rafforzare i trasporti ferroviari. Altra piaga è l'assenteismo in fabbrica.

Per Honda Italia e il suo indotto (sono 19 le ditte che la riforniscono), come sottolinea il direttore amministrativo Marcello Vinciguerra, è un periodo di crescita. In Val di Sangro viene prodotto l'82% degli scooter destinati al mercato europeo e l'Abruzzo - dopo Milano ed Emilia Romagna - è il terzo polo dello Stivale per la componentistica delle due ruote. "Di recente - annuncia - anche la Germania ha scoperto lo scooter 125 con cui sostituisce la seconda auto di famiglia". E lì Honda è entrata trionfante.

Di "ristrutturazione in atto" parla invece Francesco Monaco, direttore della Denso di San Salvo, circa mille addetti. 

"L’automotive è struttura portante della nostra economia, ha reagito bene alla crisi e ha dimostrato vitalità – esordisce Marsilio -. Ha percentuali di esportazione buone. Sto combattendo in Europa, nella Conferenza delle regioni, affinché ci sia una transizione ecologica equa e socialmente sostenibile, non possiamo seguire follie ideologiche che potrebbero distruggere l'esistente". Marsilio rassicura, poi, su quanto la Regione sta facendo, per esempio, per la logistica: piastra e binari nuovi in località Saletti e binari alla stazione di Fossacesia, per milioni di euro di investimenti, anche del Pnrr.

L'assessore D'Amario ribadisce che "l'operato della Regione "è stato ed è costantemente finalizzato ad attivare gli strumenti atti a valorizzare e tutelare tale patrimonio di imprese, lavoratori e sistema delle competenze che consente all’Abruzzo di essere un punto di riferimento in Europa".  19 apr. 2023

SERENA GIANNICO

Foto ANDREA FRANCO COLACIOPPO

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 1522

Condividi l'Articolo