La società Baomarc chiude a Melfi e sposta produzione e lavoratori a Lanciano. Proteste in Basilicata

Chiude a Melfi, in provincia di Potenza, la Baomarc, società che dovrebbe procedere alla reindustrializzazione del sito ex Honeywell di Atessa (Ch).

A rischio ci sono 15 posti. L'allarme è stato lanciato in un comunicato dalle segreterie lucane di Fim, Fiom, Uilm e Fismic dopo un'assemblea tenuta davanti ai cancelli dello stabilimento. Si tratta di una delle aziende facenti parte dell'indotto Fca.

"E' emerso grande sgomento - si legge - per una scelta incomprensibile. Chiudere lo stabilimento e trasferire produzione e lavoratori negli stabilimenti di Lanciano (Ch)". Per questo è stato dichiarato lo stato di agitazione a oltranza ed è stato deciso "di mettere in campo ogni azione utile, anche estrema", per arrivare a una soluzione che preveda in modo netto il rientro dei lavoratori nel sito di Melfi. Le organizzazioni sindacali sollecitano un tavolo e un "intervento forte della Regione Basilicata, di Fca e di Confindustria, anche alla luce del contratto di sviluppo siglato qualche mese e della riconferma del piano industriale e degli investimenti relativi alla Compass e alle vetture ibride". 

"Non consentiremo alle multinazionali di chiudere le fabbriche sul territorio - sottolineano -. I
sacrifici compiuti in questi anni dai lavoratori, per garantire flessibilità, grandi produzioni e qualità
del prodotto non possono essere cancellati. Non possiamo assistere allo smantellamento di parte
dell'indotto - concludono -: c'e' bisogno di scelte che vanno nella direzione non della mera riduzione dei costi ma di un rilancio vero di tutta la componentistica".

E la Fiom di Chieti esprime solidarietà ai lavoratori di Melfi e chiede anche alla Regione Abruzzo di capire che sta succedendo, soprattutto in vista dei piani di riconversione dell'ex Honeywell. 

"Chiediamo chiarezza su queste decisioni, assunte con l'avallo del Governo Conte e delle organizzazioni sindacali nazionali" - tuona l’assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo - che specifica come "la società deve portare a termine gli impegni e gli accordi assunti dopo l'acquisizione "agevolata" dell'ex Honeywell garantendo lavoro alle famiglie coinvolte. Questa era ed è ancora la priorità. Infatti, reputo grave, preoccupante, inaccettabile e alquanto "misteriosa"  la decisione approvata. Durante l’ultimo tavolo svolto al Mise, il 10 giugno scorso, con la proprietà, non è stata menzionata l’ipotesi di smantellare lo stabilimento sito in Basilicata e mi sembra  ragionevole ipotizzare che non sia una decisione maturata in poche ore o giorni. Quindi – sottolinea Febbo -  chiederò immediatamente al Governo centrale e ai sindacati nazionali un incontro. Ricordo come la Regione abbia seguito e contribuito alla soluzione dell'acquisizione di un immobile di altissimo pregio affinché la vertenza andasse verso una specifica direzione, la salvaguardia dei lavoratori abruzzesi della ex Honeywell a favore della Baomarc. Pertanto – conclude Febbo – ci aspettiamo il puntuale rispetto del cronoprogramma". 

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