Trenta cani da tartufo avvelenati tra Abruzzo e Molise: indagini

Bocconi di prosciutto avvelenati. E per trenta cani da tartufo è stata la fine. E' il mortale bilancio di sabato mattina, nei boschi tra Ateleta (Aq) e Cantalupo (Is) dove si erano dati appuntamento diversi cavatori.

Dapprima gli animali hanno iniziato ad avere comportamenti anomali (senza aver annusato i tartufi) e nel giro di minuti sette si sono accasciati al suolo privi di vita. Gli altri, una volta rientrati a casa, sono morti. 

Nell’area c’è stato il sopralluogo dei carabinieri forestali per ricostruire la vicenda e dell’Unità cinofila nucleo antiveleno di Frosolone (Is) insieme ad un pastore belga per cercare le altre esche mortali. L’Istituto Zooprofilattico di Isernia provvederà ad eseguire l’esame autoptico sui cani e ad individuare il tipo di veleno utilizzato.

"Un vero e proprio atto di barbaria – dichiara Fabio Cerretano, presidente della Federazione nazionale associazione tartufai italiani - che va punito in ogni modo perché - afferma - non è il numero dei cani a impressionare ma è l'atrocità compiuta che ci deve far riflettere".

Continua Cerretano: "Come si può compiere un gesto simile? Come si possono creare delle esche con il preciso scopo di andare a uccidere dei cani? Quanto è accaduto è vergognoso e chi ha compiuto questo atto deve essere rintracciato e punito dalle autorità. Per cui ci affidiamo a forze dell'ordine e magistratura affinché facciano il loro lavoro e trovino chi ha commesso questa strage".

Nel frattempo, Simona De Caprio, sindaco di San Pietro Avellana (Is) ha emesso un’ordinanza di divieto di cerca e cavatura del tartufo per permettere alle forze dell’ordine di eseguire i rilievi del caso e al personale specializzato di bonificare tutta la zona. 23 nov. 2023

ALESSANDRO DI MATTEO

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