Omicidio Torino di Sangro. Usciti per fare la spesa, le fracassa la testa a legnate
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Sono usciti dalla loro imponente villa situata alle porte del centro di Torino di Sangro (Ch) per andare a fare la spesa. Insieme, sulla Panda, come da una vita. Ma dopo poche centinaia di metri, forse un chilometro, in contrada Montesecco, lungo una stradina interpoderale cinta da querce, si consuma il dramma. Sono da poco passate le 11 di questa mattina.

Luisa Ciarelli, 65 anni, e il marito, Domenico Giannichi, di 68,  sono in auto da qualche minuto quando cominciano a litigare. O forse il bisticcio era già iniziato tra le mura domestiche. Un violento diverbio. Forse lui la minaccia, forse le tira schiaffi. Fatto sta che, ad un certo momento, la donna, di sicuro impaurita, decide di scendere e di allontanarsi da quell'uomo inferocito. Appena può - come hanno ricostruito le forze dell'ordine - salta giù dal mezzo e cerca di defilarsi tra gli alberi e le coltivazioni agricole. E' una zona per metà bosco, e per l'altra ammantata di vigneti e oliveti tinti dai rossi autunnali, a cui fanno da contorno i fichi d'india.

Lui la segue, la insegue, fino a che la raggiunge. E l'aggredisce, probabilmente con calci e pugni e poi la colpisce, con ferocia, al capo, dietro la nuca, con un grosso ciocco di legno raccolto al momento. Lei cerca di difendersi, con le unghie lo graffia. Tenta di ripararsi. Ma lui la massacra. Le fracassa la testa e la lascia lì, sotto una scarpata. La troveranno più tardi, in una pozza di sangue. Risale sulla vettura e torna a casa. Qui parla con un cugino a cui racconta la tragedia. Quindi partono le telefonate al 118 e ai carabinieri che, dalla locale caserma,  arrivano in un baleno.

"Sono stato io. L'ho ammazzata...", confessa ai militari, guidati dal luogotenente Michele Cefaratti. E indica il luogo del delitto. "E' qua vicino... Andate sempre dritto, la trovate in piena curva...". E in effetti lei è lì, esanime, tra le sterpaglie. Non c'è più nulla da fare per salvarla.  Sul posto arriva il maggiore Roberto Ragucci, che comanda la compagnia dei carabinieri di Ortona e che coordina le indagini. E poi ci sono il sostituto procuratore di Vasto, Gabriella De Lucia, e il medico legale Christian D'Ovidio. Il Reparto scientifico, di Ortona e di Chieti, resta al lavoro, per trovare reperti, fino al calare del sole. "E' stata colpita ripetutamente - dice il pm dopo aver effettuato un sopralluogo -. Il resto lo chiarirà l'autopsia".

"Voglio vederla, voglio vederla... E' da stamattina che sta buttata lì sotto...". Grida, frammiste a disperazione, da parte della sorella, Marisa, che viene calmata dalle forze dell'ordine. La salma viene recuperata e portata all'obitorio dell'ospedale di Chieti, dove si svolgerà l'autopsia. "E' sconcertante quanto accaduto - afferma il sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso - , ci ha sconvolto tutti. Si tratta di gente perbene, spettacolare... che conosco personalmente da tempo". A Torino di Sangro la famiglia, che un tempo gestiva il mini market Giannichi, viene descritta come riservata e solitaria. La coppia ha due figli, Concetta e Dino.

Giannichi viene arrestato e condotto in carcere a Vasto. L'accusa è di omicidio volontario aggravato. Ma prima viene portato in ospedale per le medicazioni, al Pronto soccorso di Lanciano. "Ha ferite in viso - spiega il suo difensore, l’avvocato Alberto Paone di Lanciano - perché con la moglie c’è stata una zuffa... Ultimamente lui è stato malato. Era per questo spesso iperansioso e confuso”. Si parla anche di problemi psichici, anche se non ci sono certificazioni sanitarie che li attestino. E le discussioni familiari erano ricorrenti. Sempre più frequenti...

Serena Giannico

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Nelle foto, di Andrea Franco Colacioppo, il cadavere nei campi e il recupero della salma

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