Ipotesi fusione tra Fca e Psa... 'Intesa attiva da decenni con Sevel, a cui gioverebbe accordo'

Le "nozze" italo-francesi che Fca e Groupe Psa stanno vagliando, che hanno dato uno scossone ai mercati e che porterebbero alla creazione di uno dei principali gruppi automobilistici mondiali, hanno un... precedente nella Sevel.

Azienda che ha preso vita nel 1978 proprio come joint-venture fra la Fiat Group Automobiles e, appunto, Psa. Sevel ha due stabilimenti, uno in Italia, in Val di Sangro, tra i comuni di Atessa e Paglieta, denominato Sevel Sud, attivo dal 1981, ed uno a Valenciennes, in Francia, che è Sevel Nord. E' la società che si occupa della produzione dei veicoli commerciali e di alcuni monovolume con marchio Fiat. La collaborazione tra i due giganti motoristici è dunque di vecchia data e trova le proprie radici in Abruzzo. Per quanto riguarda Sevel, leader in Europa per la realizzazione di veicoli commerciali leggeri, il patto è stato prolungato fino al 2023. Mentre, ora, tra i due gruppi sono in atto trattative che potrebbero sfociare in una fusione, e nella nascita di un colosso del settore automotive da 50 miliardi di dollari (45 miliardi di euro), concentrato soprattutto in Europa, in grado di vendere quasi 9 milioni di mezzi all'anno e di piazzarsi al quarto posto nella classifica globale dei costruttori.

La società che nascerebbe sarebbe paritaria, ossia 50% Fca e 50% Peugeot, con Carlos Tavares che diventerebbe amministratore delegato e John Elkann presidente.
Secondo i dati Acea (European Automobile Manufacturers' Association), il gruppo francese Psa nei primi 9 mesi 2019 ha venduto in Europa 1.929.412 unità, una cifra stabile rispetto allo stesso periodo del 2018, con una quota di mercato nel Vecchio continente del 16,4%. Per quanto riguarda il gruppo Fca, nei primi 9 mesi del 2019 le sue vendite in Europa sono state pari a 727.700 unità (-10,2% sul 2018), con una quota di mercato del 6,2%. Fca e Psa insieme hanno venduto complessivamente lo scorso anno 8,7 milioni di veicoli. Per la casa francese l'alleanza aprirebbe le porte al mercato americano, mentre Psa porterebbe in dotazione le piattaforme sull'elettrico e la più radicata presenza sul fronte asiatico. 

Un'ipotesi di unione che arriva cinque mesi dopo il tentativo di Fca di fusione con la grande rivale di Peugeot, ossia Renault, naufragato soprattutto a causa del mancato sostegno all'operazione del governo francese, azionista di entrambe le società: 40 per cento Renault e 12 per cento Psa. "Una sinergia - afferma Giulio Borrelli, sindaco di Atessa - che va incoraggiata, per due ragioni: perché nel mondo contano i colossi e perché assicurerebbe una prospettiva più solida e forte a Sevel, sia a livello industriale che occupazionale". Soprattutto considerati tutti i fantasmi che, ultimamente, si sono addensati sul suo futuro...

"E se dopo il 2023 dovesse cessare l'intesa tra Fca e Psa? Che fine farà Sevel, anche dopo che Psa, come annunciato, avvierà in Polonia la produzione di 100mila furgoni annui?" Queste le domande, tuttora senza risposta, che in tanti si sono posti, anche se da Torino, da Fca, hanno sempre ribadito che Sevel "è e resterà un gioiello". "L'ipotesi di una fusione - afferma Domenico Bologna, Fim Cisl Abruzzo e Molise - va letta in chiave positiva, anche per quanto riguarda il nostro territorio. Perché, se concretizzata, cancellerebbe lo spauracchio del 2023 e del... che accadrà? A quel punto il futuro di Sevel dipenderebbe da altri fattori, come la competitività e l'attrattività del territorio... E in questo caso le istituzioni dovrebbero impegnarsi il più possibile. Sevel ha dimostrato, in tanti decenni, di essere azienda affidabile, con record su record collezionati".

Un impianto che si stende un'area si oltre un milione 200mila metri quadrati, di cui 344mila coperti, attrezzati dei reparti di lastratura, verniciatura e montaggio; circa 6.200 dipendenti, più altre migliaia dell'indotto, e 297mila furgoni prodotti lo scorso anno - modelli Fiat Ducato, Citroën Jumper e Peugeot Boxer -, cifra che dovrebbe essere confermata anche per il 2019.
"E' positivo il fatto che Fca cerchi partner internazionali. Si deve continuare a valorizzare le fabbriche e le produzioni italiane, puntando sul valore aggiunto dell'elettrico", commenta Rocco Palombella, segretario generale Uilm. "Bisogna conoscere i piani industriali - dichiara Alfredo Fegatelli, segretario regionale Fiom - prima di dare giudizi".

Serena Giannico

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Foto Andrea Franco Colacioppo

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