
Varcata la soglia, l’ambiente prende parola e invita a ripensare il nostro modo di abitare il pianeta. E' Riexperia, Museo dell’Ambiente e dell’Economia circolare inaugurato da qualche giorno ad Atessa (Ch).
Si tratta di uno spazio che non si limita a raccontare la sostenibilità, ma la fa vivere, toccare, sperimentare.Primo in Abruzzo e tra i primi in Italia, il Museo ha sede nell’ex tribunale, edificio concesso dal Comune e restituito al territorio grazie a un significativo intervento di rigenerazione urbana.
L'iniziativa è promossa e realizzata dalla società cooperativa Gaia, con la collaborazione di Legambiente. E' stato finanziato con fondi Pnrr, con il sostegno del Comune, della Bcc Abruzzi e Molise, delle società di servizi Ecolan e Sasi.
Situato nel centro storico, il Museo si propone come un vero e proprio viaggio esperienziale nel cuore delle sfide ambientali contemporanee.
Percorsi interattivi, installazioni immersive e laboratori del "fare" accompagnano alla scoperta di economia circolare, biodiversità e alimentazione sostenibile.
“Vogliamo educare e coinvolgere - dice Patrizia Di Tondo, presidente di Gaia, coop che vanta 30 anni di attività -. Vogliamo che ogni visitatore viva un’esperienza emozionale e sensoriale, capace di trasformare la conoscenza in scelta quotidiana. E’ un luogo in cui si impara facendo, creando, recuperando: qui l’economia circolare diventa pratica concreta e inclusiva".
Al taglio del nastro, in cui a fare da cicerone nei vari ambienti sono stati i ragazzi degli scout Agesci, Nicola Campitelli, consigliere regionale con delega a Tutela del paesaggio, Energia e rifiuti, ha evidenziato che "il valore strategico di iniziative come questa, sta nella formazione delle nuove generazioni. La Regione - ha annunciato - tornerà a finanziare i centri di educazione ambientale: per il biennio 2026–2027 sono previsti 500 mila euro".
Vincenzo Menna, consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Cultura: "La sostenibilità non è uno slogan, ma una responsabilità che si esercita ogni giorno. Questa è una struttura bellissima, che ci rende orgogliosi e dimostra come cultura e ambiente possano crescere insieme".
Il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, ha rimarcato il valore istituzionale del progetto, mentre Remo Fioriti, docente dell’istituto omnicomprensivo "Ciampoli–Spaventa" di Atessa, ha richiamato l’Agenda 2030, definendo Riexperia "una grande opportunità per i ragazzi, che, dopo quanto appreso a scuola, qui possono mettere in pratica ciò che studiano. E’ un luogo fisico e reale in cui la teoria diventa esperienza, favorendo la maturazione di competenze per la transizione ecologica. E' un alleato prezioso per la didattica. Offre strumenti concreti per accompagnare gli studenti in percorsi di educazione civica e ambientale, rendendoli protagonisti del cambiamento".
Forte il contributo delle utilities del territorio. Massimo Ranieri, presidente di Ecolan Spa, e Nicola Scaricaciottoli, presidente di Sasi Spa, hanno evidenziato il lavoro sul ciclo integrato dei rifiuti e sulla tutela delle risorse idriche: "La transizione ecologica si realizza con infrastrutture, innovazione e cultura". Ranieri ha ricordato come la recente "attivazione del nuovo impianto Forsu, nel Parco della Transizione Ecologica di Lanciano (Ch), completi il ciclo dei rifiuti". "Immaginiamo - hanno poi affermato entrambi - visite guidate integrate tra museo, acqua e rifiuti: un circuito virtuoso di educazione ambientale".
Per il sistema del credito cooperativo è intervenuto Fabrizio Di Marco, direttore generale di BCC Abruzzi e Molise: "Sostenere progetti come Riexperia significa investire in sviluppo sostenibile, inclusione sociale e valorizzazione del territorio, obiettivi che fanno parte da sempre della nostra mission".
Il direttore nazionale di Legambiente, Giorgio Zampetti, ha definito Riexperia "un vero cantiere di futuro, un esempio di come il Pnrr, quando funziona, crea opportunità concrete e durature per le comunità".
Il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, ha richiamato la necessità di un impegno collettivo: "Come tante piccole formiche dobbiamo lavorare insieme. La sfida climatica è globale e incontra resistenze potenti, ma il cambiamento è un processo culturale lungo, fatto di educazione e formazione. Recuperare questo edificio non è stato semplice - ha inoltre sottolineato -: nonostante fosse dismesso da 10 anni, per il Ministero risultava ancora tribunale attivo. Oggi, però, lo restituiamo vivo, e aperto al territorio".
Il progetto coinvolge anche la Cooperativa sociale Voloentieri e l’Associazione Anffas, in un modello virtuoso che intreccia economia circolare ed economia sociale. 26 genn. 2025
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