Primo consiglio regionale del Marsilio bis: 'Affrontate sfide senza precedenti'. Critici Pd e M5S

Primo consiglio regionale, oggi a L'Aquila, per la giunta Marsilio bis.

All'ordine del giorno c'era la discussione del programma di governo del governatore e la presa d'atto della sospensione dei consiglieri nominati alla carica di assessore regionale, con la sostituzione degli stessi attraverso la surroga.

Marsilio ha iniziato parlando di altri tre lotti della ferrovia Roma-Pescara: "Stiamo andando avanti su un progetto che nei primi giorni di maggio vedrà la firma del contratto per i lotti già assegnati e oggetto di gara appalto, iniziano le progettazioni esecutive, insomma si entra nel vivo di una delle opere principali che cambieranno il volto della nostra regione". Poi ha aggiunto: "Nel corso degli ultimi cinque anni, abbiamo affrontato sfide senza precedenti e abbiamo dimostrato la nostra resilienza e determinazione nel gestire emergenze drammatiche". Infine Marsilio ha firmato il decreto di nomina per Daniele D'Amario a sottosegretario della Giunta regionale con delega al Turismo e alla Programmazione.

Erika Alessandrini, neo consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, contesta il programma di mandato presentato da Marsilio definendolo “a dir poco sconcertante. Siamo di fronte a una vetrina di ciò che è stato fatto nella precedente legislatura, un’autocelebrazione in pompa magna da cui non derivano, però, sostanziali novità sul futuro dell’Abruzzo per i prossimi cinque anni. Abbiamo assistito al monologo di questa maggioranza che ha descritto una regione dove non esistono problemi né criticità, una sorta di paradiso di cui gli abruzzesi devono vantarsi agli occhi degli italiani. C’è chi, addirittura, parla di ‘Modello Abruzzo’: una favola a cui nessuno crede ma che agli uomini del presidente Marsilio piace raccontare. Una condizione che stride con l’Abruzzo reale fatto di persone e imprese che invece vivono una condizione di difficoltà estrema che il documento di programma del centrodestra dimentica o non vuole vedere”. Secondo Alessandrini, “il programma che questa maggioranza ci ha presentato, anche piuttosto maldestramente da consiglieri che sembravano nemmeno di averlo letto, è farcito da miraggi tesi a nascondere un'amara verità: Marsilio e i suoi uomini sono in ritardo su tutto e totalmente privi di una visione strategica dell’Abruzzo e sul come intendono realizzarla nel corso di questa legislatura”.

Critiche anche dal fronte Pd, dove il capogruppo in consiglio regionale Silvio Paolucci e il segretario regionale Daniele Marinelli dicono che “il discorso programmatico di Marsilio non ha strategie concrete sul futuro dell’Abruzzo, dopo i cinque inconcludenti anni di Governo della regione siamo ancora agli annunci e alla celebrazione di un passato che non ha risolto i tanti e complessi problemi creati dalla gestione del centrodestra. Non abbiamo sentito nulla di definito sulla sanità, ambito che peggiora di mese in mese; non ci sono azioni concrete a sostegno dell’economia e dei settori più in sofferenza; non c’è alcun programma, né riferimento all’agricoltura, il nostro settore primario piegato da problemi e danni; imbarazzante, poi, lo stallo sui fondi europei e sulle reti strategiche di sviluppo dei corridoi delle merci da cui siamo assenti; imbarazzante anche il totale silenzio sull’autonomia differenziata, che darà all’Abruzzo e alla sua esigenza di sviluppo il colpo di grazia se verrà realizzata. Un discorso senza prospettiva, legato più alla propaganda che alla condivisione”. 

Per l'ex candidato governatore nelle file del centrosinistra, Luciano D'Amico, questo documento programmatico “programma ben poco. Anche solo dall’esame banale dell’estensione del testo, è evidente come la parte consuntiva delle azioni già realizzate prenda grande spazio rispetto alle linee di programma, che un Governo regionale dovrebbe tracciare al suo insediamento. Su poco meno di 8.000 parole, sono circa 6.500 (l’82% del totale) quelle dedicate a ciò che è stato fatto, e solo circa 1.500 (il restante 18%) alle azioni che il governo regionale intende porre in essere nel corso di questa XII Legislatura. Basterebbe questa rilevazione a svilire la funzione strategica del “Programma di Governo del Presidente della Regione Abruzzo”, così come è definito nell’ordine del giorno odierno. I risultati ottenuti, così lungamente descritti, inoltre, non appaiono sempre riconducibili a decisioni assunte dalla Giunta di centrodestra, e non riflettono la realtà in cui oggi versa la Regione Abruzzo. Per quanto concerne le azioni future abbiamo ricevuto un documento programmatico scarno e molto generalista, in cui non viene tracciata concretamente la strada percorribile per trovare soluzioni fattibili alle reali esigenze degli abruzzesi”. 23 apr. 2024

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