Querelle in Abruzzo tra i Cinque Stelle e il centrodestra per la scelta di candidare a presidente della Regione; marco Marsilio, pescato a Roma da Fdi. "In Abruzzo la Lega non governerà, perché ha scelto di correre nella maxi coalizione di centro destra a braccetto con Berlusconi e sostenendo Marsilio, un romano catapultato dalla Meloni per venire a commissariare l’Abruzzo. Matteo Salvini non venga qui a prendere in giro gli abruzzesi perché la Lega in Abruzzo ha scelto Forza Italia, Fratelli d'Italia e Udc, tutto il vecchio carroccio che ha già massacrato il Paese e l’Abruzzo. Non la butti in caciara per confondere le acque e smarcarsi dai suoi reali alleati; i cittadini d’Abruzzo non sono così ingenui". L'attacco è del candidato presidente del M5S Sara Marcozzi in merito ad alcune affermazione di Matteo Salvini fatte nel corso delle sue visite in Abruzzo. 

"Il ministro leghista - incalza Marcozzi - ha scelto di appoggiare un signore nato e cresciuto nella capitale, già consigliere comunale a Roma (non più ladrona?) dal 1997 al 2002, in Parlamento dal 2008 dove ha votato in favore dello scudo fiscale di Berlusconi, della riforma Fornero, del pareggio di Bilancio in costituzione di Monti. Tutti provvedimenti che hanno messo in ginocchio il Paese. E oggi ce lo vorrebbe proporre come presidente di regione in Abruzzo? No grazie! Non ha trovato nessuno di più capace nella Lega abruzzese per guidare la Regione? Oppure ha semplicemente ritenuto l’Abruzzo non abbastanza importante da presentare un candidato del suo partito". 
Incalza Marcozzi: "Come può urlare dalle nostre piazze "l'Abruzzo agli abruzzesi" con un candidato con queste caratteristiche? Se lo metta bene in testa Salvini, come tutto il centro destra: non abbiamo bisogno di consoli romani che vengano a casa nostra a governarci come se fossimo un provincia periferica di Roma".

"Provengo da una famiglia di trapiantati. Genitori, nonni trisavoli sono abruzzesi - ribatte Marsilio -. Nessuno ha posto il problema, ma per i 5 Stelle è un grave delitto non essere nato in Abruzzo. E questo è discriminatorio e un po' razzista. Accuse che guarda caso arrivano da chi vuole lo ius soli, e pensa che il figlio nato in Abruzzo da una donna eritrea sbarcata in Italia sia abruzzese e io no, che sono nipote e figlio di abruzzesi". Marsilio, con origini di Tocco da Casauria, comune dell'entroterra pescarese, parla poi della difficoltà in cui versano le aree interne dell'Abruzzo. In questi territori, sottolinea "è evidente il senso di abbandono. Come vivessero con il deserto intorno e si sentissero sotto assedio". Da qui la necessità di un "riequilibrio territoriale. Non ho trovato un pezzo di Abruzzo che possa dirsi in forma. Si pensa che a Pescara ci si ingrassi ma a Pescara - aggiunge Marsilio - si vivono le stesse marginalità e problematiche del resto del territorio".  

22 gennaio 2019

@RIPRODUZIONE VIETATA
totale visualizzazioni: 470

Condividi l'Articolo

Articoli correlati