Elezioni Regione Abruzzo. Lite nel centrodestra: Udc pensa a denunce
Si litiga nel centrodestra in Abruzzo, in vista delle prossime Regionali. Al centro della disputa è la lista centrista, Dc-Udc, di Gianfranco Rotondi e Lorenzo Cesa, accusata di aver imbarcato due candidati provenienti dal centrosinistra, Marianna Scoccia, sindaco di Prezza e moglie dell'ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, e il consigliere regionale uscente Mario Olivieri. Due nomi su cui la Lega avrebbe posto il veto con il sostegno di Fi e del candidato governatore della coalizione, l'esponente Fdi, Marco Marsilio. Per uscire dall'impasse si era arrivati a un compromesso, proposto da Rotondi: Dc e Udc avrebbero rinunciato ai due candidati invisi al Carroccio, presentando due sostituti. Alla fine, però, i delegati locali della lista centrista hanno voluto mantenere in lista Scoccia e Olivieri. Dura la reazione di Marsilio, che ha deciso di mettere alla porta Udc e Dc, tenendoli fuori dalla coalizione e togliendo il simbolo centrista dai manifesti elettorali. Immediata la replica dei due partiti democristiani che meditano azioni legali con il candidato governatore Marsilio e la coalizione di centrodestra. Stasera ci sarà una riunione degli avvocati di Udc e Dc per presentare una denuncia civile e penale proprio per l'omissione del logo dai manifesti. 

"Perché la Lega mette un bastone tra le ruote di Marsilio, azzoppando la lista Dc accreditata di un 6%? Forse - dice Rotondi - deve rendere un servigio ai Cinque stelle magari in cambio di una candidatura di bandiera nel Piemonte da riconquistare?". Negli ambienti politici abruzzesi non si parla d'altro: secondo i rumors sullo sfondo ci sarebbe la lotta territoriale tra due donne del centrodestra: Antonella Di Nino, sindaco di Pratola Peligna, esponente di una nota dinastia imprenditoriale, e Scoccia, anche lei primo cittadino di Prezza e consorte dell'ex assessore regionale della giunta di centrosinistra, mister preferenze Gerosolimo.
21 gennaio 2019

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