'L'Abruzzo industriale trainato dai colossi Sevel e Honda': così l'Osservatorio sull'automotive
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La Sevel e la Honda Italia, di Atessa, in Val di Sangro, come traino dell'industria regionale. Lo conferma la fotografia scattata dall’Osservatorio Automotive Abruzzo, presentato ieri a Santa Maria Imbaro (Ch), sede del Polo Innovazione Automotive, e nato in collaborazione con l’Its Sistema Meccanica di Lanciano e con il Polo tecnico Professionale (Ptp).

Tra gli interventi quello di Angelo Coppola, plant manager Sevel Spa; Marcello Vinciguerra, managing director Honda e Giuseppe Ranalli, presidente del Polo innovazione. E’ intervenuto Mauro Febbo, assessore regionale alle Attività produttive.
L’Osservatorio è sorto sulla base di un questionario inviato ad aziende selezionate, significative nel settore della componentistica e nella produzione dei veicoli e aderenti al Polo. Qual è lo stato dell’industria automotive? Quali i mercati di destinazione, le attività di innovazione e il fabbisogno delle competenze delle imprese? Queste alcune delle domande a cui lo studio dà risposte.

La prima parte traccia un focus sul settore automotive. "Il comparto automotive in Abruzzo è tra i più significativi in Italia - hanno spiegato Raffaele Trivilino, direttore del Polo innovazione Automotive, e Daniela Di Cecco, area comunicazione del Polo, che hanno lavorato sui dati insieme con Federica Rossetti e Antonio Maffei - tanto da farne regione con un tasso di industrializzazione superiore alla media nazionale, pari al 27%".

E' filiera che conta oltre 25 mila addetti (di cui 20mila nella sola provincia di Chieti), 8 miliardi di fatturato, e produce il 55% di export regionale. Dall'analisi dei questionari emerge che il comparto abbraccia molte piccole e medie imprese, ma anche diverse grandi aziende, soprattutto se si considera la realtà di riferimento: una piccola regione del Centro-Sud Italia lontana dai principali sistemi produttivi e industriali nazionali e internazionali. Tra tutte, dominano due colossi: Sevel, con il Fiat Ducato, il veicolo commerciale leggero leader in Europa e che dal 1981, anno del suo debutto, è stato venduto in oltre sei milioni di esemplari in tutto il mondo. Esso rappresenta il 12% dell’intera produzione europea. Poi c'è la Honda Italia, fondata nel 1971, unico sito manifatturiero Honda in Europa per le due ruote: dopo la crisi attraversata negli anni scorsi è tornata a crescere, sia dal punto di vista produttivo che occupazionale.

Se da un lato, si conferma la predominanza della Germania come principale destinazione dell’export, una tendenza che emerge è quella che vede la Cina come il Paese verso cui le imprese locali iniziano a guardare. Le aziende poi, emerge, non innovano molto, sia per problemi di budget, di partner, che di personale qualificato, che non trovano facilmente.

Serena Giannico

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Foto della presentazione dell'Osservatorio di Andrea Franco Colacioppo

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