Piaghe da decubito necrotiche su anziana: a processo a Lanciano titolare e medico casa risposo

Ospite trascurata nell’assistenza alla "Casa dell’anziano" di Lanciano (Ch).

Sotto processo finiscono la proprietaria e amministratrice unica E. B., 52 anni, di Lanciano (Ch), difesa dall’avvocato Giulia Bongiorno e Alessandro Troilo, e il medico di servizio all’interno della struttura socio - sanitaria G. M., 68 anni, originaria di Sulmona (Aq), difesa dall’avvocato Angelo Pace.

Il procuratore capo Mirvana Di Serio muove l’accusa di concorso in abbandono di persona incapace e ieri il gup Giovanni Nappi ha rinviato a giudizio le due imputate con processo fissato al prossimo 26 settembre 2023. La pensionata, R.D.V., 87 anni, aveva numerose piaghe da decubito, fino di 4° grado, hanno sostenuto i consulenti della Procura, i medici legali Domenico Angelucci e Maria Adele Di Giamberardino. Su insistenza dei figli venne trasferita all’ospedale di Lanciano dove è deceduta due giorni dopo, il 20 novembre 2019.

Responsabilità sul decesso non è emerso ma lo stato lo stato di abbandono presunto della signora, di cui avevano la custodia, sì. Difatti il procuratore, rappresentata in aula dal pm Serena Rossi, parla nell’imputazione di: "Ospite non autosufficiente della struttura, affetta da una severa compromissione dello stato cognitivo, a causa dell’Alzheimer, e della percezione delle sensazioni dolorose e come tale incapace di provvedere a se stessa...". In particolare, sottolinea ancora nell’accusa, si "ometteva di provvedere alla corretta idratazione ed alimentazione, alla cura e all’igiene personale della paziente, tanto da determinare o comunque favorire l’infezione delle piaghe da decubito, considerato che la stessa paziente, nel giorno del ricovero al Renzetti, presentava diffuse lesioni cutanee eritematose, cute secca, piaghe da decubito necrotiche in sede trocanterica sinistra, spalla sinistra ed estesa sacrale. E, ovviamente le piaghe da decubito all’inverosimile del 4° grado".

Dei quattro figli, due maschi e due donne, ieri si è costituito parte civile solo il figlio Renato Menna, comandante della polizia stradale di Lanciano, assistito dall’avvocato Alessandro Marrone. Per ora una sola richiesta di risarcimento danni per 50 mila euro. In sede di processo si dovrebbero costituire con le stesse modalità anche i restanti figli. Denuncia sporta per la morte della cara mamma a seguito di setticemia.

La vicenda giudiziaria risale quindi al 16 novembre 2019. Le imputate respingono decisamente le accuse. Ieri l’avvocato Bongiorno non era presente dinanzi al gup impegnata anche politicamente nella formazione del nuovo Governo. Il processo sarà molto complicato. "Su come si è profilata la vicenda abbiamo moltissimi dubbi - dice l’avvocato Troilo -. Nessuno si era mai accorto di nulla pochi giorni prima del ricovero. Il posto era stato da pochissimo controllato da Nas e Dipartimento di prevenzione e Igiene della Asl. Poi ci sono state visite psichiatriche sulla paziente.  Alla luce di quanto accaduto si evince al contrario che i servizi erogati sono stati corretti. L’accusa dice che la donna aveva piaghe di 4° grado, ma una consulenza chirurgica ha certificato piaghe di primo e secondo grado”. Secondo la querela uno dei figli andò a trovare la madre e vide che non stava bene e chiese che la si trasferisse in ospedale. Gli  fu risposto che non era il caso perchè era prossima a spirare.  11 ott. 2022

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 4521

Condividi l'Articolo