Lanciano. Scuola civica di musica. 'L'istituzione non finisca in mano a privati'. Ma il Comune tira dritto

C’è chiarezza per la maggioranza. Non per la minoranza. La questione, ormai ventennale, della Scuola civica di musica del Comune di Lanciano (Ch), al momento parecchio ingarbugliata, è diventata teatro di scontro duro nell'ultimo Consiglio comunale del 30 novembre. Anche se non c'è stato alcun approfondimento. Tutti sul vago. Sul tavolo però è rimasto il problema dell’affidamento della gestione, di cui ha parlato l'assessore alla Cultura Marusca Miscia, mentre la minoranza ha usato più volte il termine "concessione". Sarà affidamento.

La mozione delle opposizioni, volta ad impegnare l'amministrazione a continuare la gestione diretta dell'istituto, "attenendosi a quanto previsto dal Regolamento, e alla pubblicazione di un bando per soli titoli, finalizzato alla stipula di una graduatoria utile a formulare i contratti per l'insegnamento",  è stata bocciata: 15 voti contrari e 7 favorevoli. Una partita politica praticamente inesistente. Di chiacchiere più che di sostanza, ammesso che qualcuno volesse fare chiarezza… perché neanche la minoranza ha poi calcato la mano visto che la faccenda trovava radici ante-Pupillo.

Sulla vicenda interviene ancora Gabriele Di Bucchianico, giudicando la scelta dell’amministrazione comunale "inaccettabile e superficiale". Infatti - dice in una nota - "non si possono buttare così i tanti anni di storia dell’Istituzione civica di musica "Fedele Fenaroli" che dal 1997 è il fiore all’occhiello nella nostra città per la formazione di tanti allievi. La scelta di affidarla ad una cooperativa, comunque a terzi, non è altro che l’ennesima sconfitta dell’attuale amministrazione, che ha preferito la strada più superficiale ed ingiusta".

L’esponente di Fratelli d’Italia esprime grande contrarietà alla scelta dell'amministrazione comunale di centrosinistra, guidata dal sindaco Mario Pupillo, di affidare a privati (cooperativa?) alcune competenze relative alla scuola, finora sempre gestite dal Comune, come i contratti degli insegnanti. "L’istituzione - afferma - ha da sempre rappresentato un punto di riferimento per tutti i giovani che avevano il desiderio di imparare a suonare uno strumento musicale, oppure di studiare tenacemente per fare della musica la loro vita, il loro futuro lavorativo, ed il ruolo dei docenti è sempre stato fondamentale". Alla prova dei fatti "dalle parole di questa maggioranza siamo rimasti molto delusi. – continua Di Bucchianico - Quello che avevamo intuito nel 2019, attraverso una interrogazione mirata, è stato confermato nell’ ultimo Consiglio comunale nel quale, finalmente, dopo mesi di tentennamenti e mezze verità, si è chiarito che la gestione del personale docente sarà affidata ad una cooperativa. Di fatto così si smonta la scuola! O, comunque, se ne sviscera la sua autenticità".

L’amministrazione, dal canto proprio, in più occasioni ha ribadito che per ragioni giuridico-contabili non può più gestire direttamente la Scuola civica: "Ci sarà un affidamento a terzi dei soli servizi di pulizia, custodia e gestione degli insegnanti (cioè tutto – ndr). Si sta lavorando sui compensi e sulle selezioni. Per i compensi si parte dai 25 euro lordi, mentre le selezioni si faranno con criteri formulati dal Cda. I contratti giuridicamente non può farli più l’amministrazione comunale. Ci sarà un bando": così in consiglio l’assessore Miscia, spalleggiata dalla dirigente Giovanna Sabbarese, che hanno ribattuto punto su punto, senza accontentare l’opposizione. C’è un problema che, senza giri di parole nel più elementare politichese, va risolto: la cronica e non più presentabile precarizzazione di insegnanti di musica della Scuola civica.

Di Bucchianico ricorda anche alcuni tratti storici: "In quella sede sono nati illustri direttori artistici quali Domenico Ceccarossi, Luigi Torrebruno, Aldo Marincola, negli anni '80. Tanti dei ‘nostri’ allievi oggi sono illustri direttori d’orchestra che sono ancora in giro per il mondo. E sono stati preparati qui, a Lanciano, dai bravissimi insegnanti di questa Istituzione, diventata tale nel 1997, acquisendo un ruolo più nobile, dove il Comune e quindi i cittadini erano protagonisti e interlocutori principali".

L’esponente di minoranza non trascura neanche un passaggio che si è sottaciuto in Consiglio comunale, con un equilibrismo di parole magistrale: "Ci sono stati degli esposti alla magistratura da parte di una Comitato che è nato proprio a difesa dell’importante realtà cittadina - spiega Di Bucchianico. - Ci aspettavamo una presa di posizione diversa, un’assunzione di responsabilità chiara e netta da parte dell’amministrazione. Invece nell’ultima seduta dell’assise civica ogni speranza è svanita. Questa scuola si è contraddistinta negli anni proprio grazie alla bravura, alla passione e alla grande professionalità dei suoi docenti di cui, in futuro, dunque, si occuperà una cooperativa e non più il Comune. Alcuni auspicano che così le cose potrebbero cambiare in positivo. Ma resta la dura sconfitta che rimarca l’incapacità dell’attuale Governo cittadino, costretto a perdere i suoi gioielli più belli per pura incapacità".  03 dicembre 2020

Alessandro Di Matteo

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