
"Mentre in tutta Italia i bambini giocavano a "dolcetto o scherzetto", tre fratellini napoletani di sette, quattro e due anni hanno trascorso Halloween dietro il cancello di un centro antiviolenza per vittime di abusi e maltrattamenti, nel territorio del comprensorio di Lanciano (Ch). Niente maschere, niente giochi, nessun abbraccio libero con mamma e papà. Sono lì dal 17 settembre, prelevati da casa e da scuola senza preavviso, pur non avendo mai subito alcuna violenza: soltanto amore e cure, come confermano la scuola e la stessa struttura".
Lo denuncia in una nota l'avvocato Angelo Pisani in riferimento ai figli di Pietro Loffredo e della compagna Giovanna Orta. I piccini sono stati prelevati a forza "per questioni ignienico-sanitarie", tolti ai genitori e messi in un centro protetto a Castel Frentano (Ch).
"Oggi - rimarca l'avvocato - possono vedere i genitori un’ora alla settimana, in una stanza spoglia degli uffici comunali, non pensata per l’infanzia. Il più piccolo, di due anni, è stato ritrovato con un livido al capo di cui nessuno aveva informato la famiglia. A mamma e papà, che non hanno mai fatto uso di droghe né di alcol, viene chiesto di sottoporsi a percorsi presso il Servizio per le Dipendenze, senza alcun elemento che lo giustifichi: mesi di accertamenti per dimostrare di essere "normali", mentre i figli crescono lontano da loro. I genitori vi si sottopongono comunque, pur di riabbracciarli".
"Al giudice di merito del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila e alla Corte d’Appello dell’Aquila, che ha fissato l’udienza al 17 novembre, - viene aggiunto - la difesa ha chiesto con istanze urgenti: la sospensione del provvedimento e l’immediato rientro dei bambini a casa, con il sostegno dei servizi; in subordine, l’affidamento al padre o ai familiari, a carico dei quali non esiste alcun rilievo; in ogni caso, incontri almeno tre volte a settimana in un ambiente adatto ai bambini, l’ascolto della figlia maggiore e una relazione immediata sulla lesione del più piccolo. Finora, però, si rinvia di settimana in settimana, mentre ogni giorno di separazione lascia ferite che nessun provvedimento potrà più cancellare". "Il caso - rimarca il legale - sarà segnalato alla Corte dei conti per le ingenti spese pubbliche sostenute per il collocamento in struttura e per indagini meramente esplorative, che sottraggono tempo e risorse alle terapie di chi ne ha davvero bisogno. E' già stata interessata la Corte europea dei diritti dell’uomo, con richiesta di misure urgenti".
"Diciamo no a ogni discriminazione territoriale e a ogni forma di pregiudizio verso i napoletani -, dichiara l’avvocato Angelo Pisani, - e no alla discriminazione di una madre, di una donna, ritenuta inadeguata perché affetta da una lieve carenza di ferro nel sangue. Nessun bambino dovrebbe pagare il prezzo della burocrazia. Non ci fermeremo finché questi tre fratellini non saranno di nuovo a casa".
Con Angelo Pisani, a difesa della famiglia, ci sono anche gli avvocati Sergio Pisani e Rita Ronchi, per la madre. 01 nov. 2026
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