Scontri e devastazioni in piazza. Sui social preparavano 'assalto' a Pescara: 4 denunciati, 3 sono minorenni

Assalti, violenze contro le forze dell’ordine e possibili attacchi a obiettivi commerciali: questi i propositi emersi dall'analisi di alcune chat scovate dalla polizia.

L’attività di monitoraggio condotta dalla Digos di Pescara e dal il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Abruzzo (ossia la Postale) ha portato all’individuazione di gruppi social utilizzati, secondo quanto emerso dalle verifiche, per organizzare una protesta di piazza nel centro cittadino prevista per domani pomeriggio, sabato 24 ottobre.

L’indagine ha preso avvio dall’attenzione delle forze dell'ordine nei confronti di un gruppo WhatsApp inizialmente denominato "Protesta Pescara Centro", accompagnato dallo slogan "Vogliamo entrare nei libri della storia e riportarla a Pescara centro". Successivamente, il gruppo avrebbe cambiato nome in "Protesta Pescara 24". Al contempo è stato stanato un gruppo Telegram simile, con circa 400 iscritti.

A destare preoccupazione è stato il contenuto di alcuni messaggi pubblicati dai partecipanti alle conversazioni online, nei quali si incitava a compiere atti violenti.

Nelle chat è circolato una sorta di vademecum con indicazioni sull’abbigliamento da utilizzare durante la manifestazione, comprendente vestiti neri, passamontagna, occhiali e maschere antigas. Nei messaggi sarebbero stati inoltre menzionati fumogeni, descritti come strumenti per "bloccare la vista alle guardie", petardi e mortai.

Alcuni utenti hanno fatto riferimento anche all’impiego di pistole e bottiglie incendiarie, le cosiddette molotov, ipotizzandone l’utilizzo contro le forze dell’ordine. Altri messaggi avrebbero invece individuato possibili obiettivi commerciali da colpire durante la protesta, come "Compro oro".

Sulla base degli elementi raccolti, è stata depositata una comunicazione di notizia di reato presso la Procura della Repubblica di Pescara e la Procura per i minorenni dell’Aquila.

Quattro giovani sono stati denunciati per istigazione a delinquere aggravata. Tre di loro sono minorenni. Per il solo maggiorenne è stata inoltre ravvisata un’ulteriore ipotesi di reato relativa alla detenzione di un’arma da sparo.

Questa mattina le perquisizioni: tre sono state eseguite in provincia di Pescara, mentre la quarta è stata effettuata nei confronti di un minorenne residente in provincia di Chieti.

I controlli hanno portato al sequestro degli smartphone in uso ai quattro indagati, dispositivi che potrebbero contenere ulteriori elementi utili a ricostruire le conversazioni, i contatti tra i partecipanti e le modalità di organizzazione della protesta.

Tra il materiale rinvenuto figurano anche un coltello con meccanismo di apertura a scatto, dotato. di una lama di circa sette centimetri, e una pistola softair riproducente una Beretta 92 FS, priva del tappo rosso. Gli accertamenti proseguono. 23 ott. 2026

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