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E’ emozionato e si porta subito le mani agli occhi l’ex sindaco di Pizzoferrato (Ch), Nicola Tarantini. Il giudice del tribunale di Lanciano, Andrea Belli (nella foto), ha appena letto la sentenza, alle 12.25 di oggi, di ampia assoluzione per lui e altri sei imputati sulla vicenda del presunto irregolare impianto fotovoltaico in un parco pubblico di Pizzoferrato, sottoposto a sequestro il 18 settembre 2014 per reato ambientale, urbanistico e falsità ideologica. La Procura di Lanciano, che pure ha chiesto l’assoluzione, all’epoca accusò che l’iter non era stato chiaro. Fatto non sussiste ha stabilito il giudice a favore di Tarantini, difeso dall’avvocato Antonio Menna, e i legali rappresentanti e tecnici della Agrienergia srl di Genzano di Lucania (Potenza), Romolo Faustino Ferrazzi, Donato Nei, Michele Lo Buono, Rocco Iacovera, Francesco Piturro. Altra assoluzione per il falso, il fatto non costituisce reato, a favore dell’ingegnere Dante Bucci, dipendente dell’ufficio tecnico di Pizzoferrato, difeso dall’avvocato Luigi Antonio Ciccarelli. 

Caso che ha portato il Comune, patrocinato dall’avvocato Diana Peschi, e il ministero dell’Ambiente a costituirsi parte civile con richiesta danni di un milione di euro ciascuno. Belli ha disposto il dissequestro del fotovoltaico. "Assoluzione importante per Tarantini - dice Menna. Dopo anni si chiude un caso per cui siamo sempre stati convinti non vi fosse dolo e colpa. Mai si è voluto raggirare leggi nazionali ed europee, al contrario attentamente rispettate”. E Ciccarelli: "Per questo processo Bucci non ha potuto partecipare a concorsi". Sentenza accolta con favore anche dagli avvocati Michele Di Toro, Domenico Scazzariello e Maria Antonietta Ginestra. La stessa Procura ha chiesto l'assoluzione. Per l’iniziale accusa invece il fotovoltaico da 2 megawatt venne sdoppiato in 1 megawatt ciascuno beneficiando della procedura semplificata (Pas) aggirando le ferree norme urbanistiche, ambientali e paesaggistiche. Impianto sorto nell’area sportiva – turistico - ricreativa attrezzata che non poteva essere toccata per 10 anni, costata 400 mila euro finanziati da Regione, comunità di Quadri e Comune per valorizzare il fiume Sangro. 
08 gennaio 2019

Walter Berghella

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