Coronavirus. 'Troppi contagi': Centro anziani Atessa blindato dal sindaco

Due morti da Covid 19 accertati e altri due per i quali si sta aspettando l'esito dei test, ma quasi certamente anch'essi provocati dal Coronavirus. Ventuno gli ospiti - 4 maschi e 17 donne - che si trovano ancora nell'edificio che ne può accogliere 47: 10 di essi sono positivi e per 11, da giorni ormai, si attendono i risultati dei tamponi. Sei lavoratori (due infermiere, due cuoche e due operatrici socio-assistenziali) infettati e altri 5 in attesa dei risultati dei test, comunque tutti in quarantena.

Questa la situazione attualmente esistente all'interno del Centro anziani "Santa Maria" di Atessa (Ch) che - ribadisce il sindaco, Giulio Borrelli - "è un focolaio di infezione". Il primo cittadino nelle scorse ore ha ricevuto la relazione dei carabinieri del Nas di Pescara i cui controlli erano stati da egli stesso invocati dallo scorso 9 aprile. I militari, dopo verifiche in sede, hanno inviato il rapporto anche alla Regione, alla Asl Lanciano Vasto Chieti, alla Procura di Lanciano, alla Prefettura e al Comando carabinieri di Atessa. 

"I dati contenuti nel documento - puntualizza Borrelli - non fanno altro che accentuare le preoccupazioni già ripetutamente espresse. Non si tratta di casi sporadici e, tra l'altro, in pochi giorni, abbiamo avuto il raddoppio dei contagi. E poi ci sono i quattro morti. E c'è il personale in parte contagiato; mentre un'altra parte continua a lavorare e, alla fine dei turni, esce per tornare a casa e muoversi liberamente nei propri comuni di residenza, costituendo un rischio...". Da qui l'emissione, in via precauzionale, da parte del primo cittadino, di un'ordinanza restrittiva, in vigore da oggi, che pone in isolamento la residenza per anziani. E che rafforza, in sostanza, le misure già adottate dai gestori della struttura.

Vietato l'accesso a nuovi anziani. Niente più visite da esterni, di cortesia, di parentela o per assistenza "religiosa, sociale o di prossimità". Tutti ciò fino al 3 maggio, fino a che sulla situazione esistente non sarà fatta chiarezza a livello "medico-sanitario" e fino a che i pazienti, come stabilisce una recente ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio, non saranno presi in carico dal Servizio sanitario regionale tramite le Usca-Unità territoriali di continuità assistenziale. Nel frattempo anche i lavoratori dovranno prendere le necessarie precauzioni, essere sottoposti "a specifico e continuo test molecolare". In caso di positività dovranno essere allontanati e sottoposti a sorveglianza sanitaria attiva; in via preferenziale, pernottamento nella stessa struttura di lavoro, alla luce della conclamata disponibilità di posti o rientrare "al proprio domicilio, evitando qualsiasi altro contatto".

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