Strangolò la madre a Casoli. 'Non ricordo nulla di quel giorno...'
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"Non ricordo cosa sia successo il giorno che mamma è morta e quando ho poi tentato il suicidio. Mia madre non stava bene e io quella mattina sono uscito a fumare una sigaretta. Ho un buco nella memoria non ricordo nulla. Poi mi sono ritrovato in ospedale e lì ho saputo del decesso di mamma. In carcere per giorni ho poi sentito in televisione che era stata strangolata".  

Questo il racconto, fatto oggi in Corte d’ Assise a Lanciano (Ch), da Francesco Rotunno, 65 anni, accusato di aver strozzato, a Casoli (Ch), con un laccio ruvido, o un foulard, la madre di Cesira Bambina Damiani, 88 anni, che era allettata ed era quasi completamente cieca. Era il 12 febbraio 2023 e il delitto è stato consumato nella loro abitazione. 

Sul suo black out mentale l’imputato risponde al presidente della Corte, Giovanni Nappi: “Ho cercato spiegazioni e me lo chiedo ancora, ma non trovo risposte”. Il procuratore capo Mirvana Di Serio gli chiede anche del biglietto con le scuse trovato su un tavolo e Rotunno dice: “L’ho scritto in precedenza, a dicembre, ero depresso dopo la separazione, il divorzio e altri problemi. Avevo anche perso il reddito di cittadinanza e si viveva con la sola pensione di mamma. Spesso non si arrivava a fine mese, pagando spese d’affitto, badante e cure. Dei miei fallimenti me ne ero fatta una colpa, anche perché non riuscivo a curare bene mamma, che per me era tutto: mi ha fatto da madre e da padre".

Il pm gli domanda anche se la madre indossasse un foulard e Rotunno precisa: “Si lo usava, era sempre freddolosa, l’ha sempre portato ed era a suo agio”.  Il difensore Silvana Vassalli presenterà alla Corte una memoria difensiva accludendo diversi certificati medici e rinnoverà la richiesta dell’infermità mentale e l’incapacità di intendere e di volere.

"Dalla documentazione sanitaria risulta che ha un’amnesia psicotica. Non ricorda neppure di aver visto le foto con la madre morta e nemmeno il luogo dove è stato trovato ferito dopo l'assassinio", afferma il legale. La sentenza è stata fissata per il prossimo 14 giugno. 19 apr. 2024

WALTER BERGHELLA    

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