Coronavirus e processione del Giovedì santo a Lanciano. Pupillo: 'Mai concesso autorizzazioni'
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Non ci sta a finire nel tritacarne della polemica social. E Mario Pupillo, sindaco di Lanciano (Ch), replica immediatamente a chi lo ha fustigato per la presenza in piazza Plebiscito alla processione del Giovedì santo. Manifestazione però avvenuta solo con la presenza del Cireneo, senza i confratelli e le consorelle dell’arciconfraternita "Morte e Orazione San Filippo Neri".

Premessa di Pupillo: "Non ho dato nessun permesso, e non l'avrei mai dato. Il Comune non organizza questo genere di manifestazioni e non ha alcuna competenza in merito. Tanto è vero che non erano presenti nemmeno i vigili". Dunque la processione è stata organizzata senza nessuna collaborazione confraternita-Comune. E' stata una decisione dell’Arciconfraternita in barba al divieto di effettuare manifestazioni civili e religiose, divieto contenuto nelle disposizioni governative anti-Covid e ribadite dal vescovo Emidio Cipollone.

La presenza in piazza? “Mi è stato solo chiesto in qualità di sindaco di scendere dal Comune e omaggiare il Cireneo con la croce, cosa che ho fatto. Io ho dovuto e voluto essere presente in piazza Plebiscito. Come segno di devozione nei confronti del Cireneo, della città e della Madonna del Ponte, non ho voluto dire di no all’invito ad essere presente Ma non sapevo nulla di questa uscita e mi è stata comunicata solo poco prima". Così il primo cittadino. Comunque c’era gente in strada, almeno questo hanno percepito quelli che hanno visto la diretta sui social e su una tv locale: "La stampa era presente per le iniziative pasquali relative a musica via filodiffusione di questi giorni, non so cosa facessero gli altri ma non erano moltissimi –  dichiara il sindaco - è stata una operazione autonoma di un associazione, ma non era autorizzabile".

Fonti del commissariato di Lanciano spiegano che la "solitaria processione" si è tenuta per un breve tratto di strada, che non c'è stato nessun corteo, ma solo rappresentati della Protezione civile di supporto, cronisti e forze dell'ordine. L'uscita era stata comunicata solo qualche ora prima e non sarebbe stata una manifestazione pubblica. Fine delle polemiche. Per ora.

Alessandro Di Matteo

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