Inseguimento e schianto in moto contro auto carabinieri. La vittima è Massimo Ciarelli
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E' Massimo Ciarelli (nella foto), 43 anni, di Pescara, la vittima dell’incidente avvenuto ieri sera, mercoledì primo luglio, lungo la statale 16 Adriatica, all’altezza del ponte sul torrente Piomba, nel territorio di Silvi (Te). L’uomo è morto al termine di un inseguimento con i carabinieri partito tra Montesilvano e Città Sant’Angelo e concluso con un violento schianto tra lo scooter Yamaha T-Max che guidava e una Jeep Renegade dell’Arma.

Ciarelli si trovava alla guida di uno scooter con a bordo un altro uomo quando, intorno alle 20, secondo quanto finora ricostruito, non si sarebbe fermato all’alt intimato da una pattuglia del Radiomobile di Montesilvano che l'ha visto sfrecciare a folle velocità. Da quel momento è scattato l’inseguimento lungo i comuni della costa.

Nel corso della fuga, nei pressi della zona “Expo 2000” di Silvi Marina, lo scooter avrebbe compiuto una rotatoria invertendo la direzione di marcia e imboccando di nuovo per Montesilvano. In questa fase il passeggero è sceso dal mezzo ed è stato bloccato dai militari, mentre l'altro ha proseguito, da solo.

Sorpassi contromano e, in una manciata di attimi, lo scooter si è trovato sulla sua traiettoria un’auto dei carabinieri della Compagnia di Città Sant’Angelo (Te), intervenuta in supporto alle pattuglie già impegnate nelle ricerche. L’impatto è stato frontale e violentissimo.

Mezzo disintegrato e per il conducente non c’è stato nulla da fare. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma ne hanno dovuto constatare il decesso sul posto.

Ciarelli aveva un grave precedente penale. Nel 2012 era stato coinvolto nell’omicidio di Domenico Rigante, ultrà del Pescara Calcio, ucciso a Pescara con un colpo di pistola. Per quel fatto  era stato condannato a 30 anni di reclusione; successivamente la pena era stata rideterminata, anche a seguito di decisioni della Corte di Cassazione e dei successivi giudizi di merito, a 17 anni.

Negli ultimi anni Ciarelli si trovava in regime di semilibertà, una misura che gli consentiva di uscire dal carcere per alcune ore della giornata con l’obbligo di rientro serale: anche ieri sarebbe dovuto tornare in prigione alle 21.

Sull’incidente mortale sta lavorando la polizia stradale, sotto il coordinamento della Procura di Teramo, che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza e ascoltando i testimoni.

Restano ancora da chiarire con precisione le dinamiche dello scontro e la sequenza esatta delle manovre effettuate durante la fuga. La salma è stata trasportata all'obitorio di Teramo per l'autopsia.  Accertamenti saranno eseguiti anche sui mezzi.

La famiglia della vittima, attraverso il proprio avvocato, Laura Filippucci, contesta la versione finora emersa, secondo cui il 43enne fosse alla guida dello scooter. Secondo il legale Ciarelli sarebbe stato invece il passeggero. 02 lug. 2026

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