A L’Aquila il Carroccio si fa trainare dai trattori in rivolta

La mobilitazione degli agricoltori in Abruzzo ha avuto inizio intorno al 31 dicembre 2023, sulla scia delle proteste che, sul territorio nazionale e in tutta Europa, hanno imperversato al grido di “no PAC”, “più sovvenzioni per gli agricoltori” e “i prodotti agricoli vengono comprati a prezzi troppo bassi per poi essere gonfiati dalla distribuzione e dai venditori finali”. In questo clima il ministro per le infrastrutture e i trasporti, Matteo Salvini, decide quindi di intervenire nei luoghi nazionali della protesta e, giovedì 8 febbraio 2024, si reca a far visita al blocco dei trattori a L’Aquila (Aq).

“Qui occorre risolvere il problema di chi lavora, di chi alleva di chi raccoglie, di chi pesca, sia dei consumatori. Io voglio che i miei figli mangino buona carne e bevano buon latte, e dunque qua occorre fermare le follie europee”, dice il ministro di fronte ad un folto gruppo di agricoltori accampato nella periferia aquilana per protestare con i loro trattori.
“Devo dire che grazie ai trattori e alle associazioni – incalza il ministro - l’Europa ha fatto dietrofront, e ora gli agricoltori possono coltivare i loro campi, le stalle non sono più equiparabili alle grandi industrie”.

Il problema fondamentale è che la Pac (Politica Agricola Comune europea), entrata in vigore sul finire del 2023 e punto centrale delle proteste degli agricoltori, sarebbe stata votata anche dagli europarlamentari della Lega di Salvini il 23 novembre 2021.

Dei tre punti fondamentale della riforma europea Pac, la Lega di Salvini avrebbe votato in maniera favorevole ai primi due punti e si sarebbe astenuta sull’ultimo punto, mentre gli europarlamentari di Fratelli d’Italia hanno votato uniti e favorevoli su tutti e tre i punti. Tra gli europarlamentari che hanno votato a favore troviamo: Carlo Fidanza (FDI), Nicola Procaccini (FDI), Sergio Berlato (FDI), Pietro Fiocchi (FDI), Mara Bizzotto (Lega), Matteo Adinolfi (Lega), Susanna Ceccardi (Lega) Paolo Borchia (Lega) Danilo Oscar Lancini (Lega), Angelo Ciocca (Lega), Isabella Tovaglieri (Lega), Silvia Sardone (Lega), Silvio Berlusconi (Forza Italia), Isabella Adinolfi (Forza Italia) Salvatore De Meo (Forza Italia) ma anche Carlo Calenda (Azione), Pina Picierno (Pd) e Giuliano Pisapia (Pd).

I dati sono consultabili sul sito del Parlamento europeo e visionabili da tutti, come consultabili sono i commenti degli europarlamentari dopo il voto del 23 novembre 2021.

“Difendere il made in Italy, difendere i nostri agricoltori, difendere i prodotti della nostra terra, perché un Paese senza agricoltura è un Paese che non ha futuro: questi sono i valori a cui ci siamo ispirati per realizzare la nuova politica agricola comune, che segnerà il futuro dell’agricoltura italiana ed europea”. A dirlo l’allora eurodeputata per la Lega, Mara Bizzotto, davanti al parlamento europeo riunito per il voto.

“Apprezziamo, in particolare, l’equilibrio tra tutela ambientale e agricoltura, un obiettivo raggiunto malgrado la pressione ideologica a cui siamo stati sottoposti”. Si esprimeva così sulla Pac l’eurodeputato Nicola Procaccini per Fratelli d’Italia.

Naturalmente tra i vari discorsi degli europarlamentari della destra si registra poco entusiasmo per l’accettazione di riforme ritenute troppo “green”. Decisamente contrari alla nuova Pac invece, per le motivazioni opposte contestate dagli agricoltori oggi, sono stati i Verdi di Bonelli che denuncia – “Meloni, da leader politica ha votato tutte le riforme sbagliate dell’Ue, mentre oggi, senza vergogna, afferma di essersi opposta”.

L’accusa di essere a caccia continua di voti facili non sembra però scalfire la scintillante felpa trattorifera del ministro Salvini che, dopo aver lasciato il presidio di protesta degli agricoltori aquilani, si reca all’evento previsto per le elezioni regionali del 10 marzo e, dopo il comizio, fa ritorno dagli agricoltori per cenare insieme a loro. Una cena  a base di salsicce, arrosticini e vino. Vino per il quale gli agricoltori aspettano ancora il sostegno economico del Governo dopo un anno disastroso come questo, segnato dal cattivo tempo e dall’attacco della peronospora.

“Vi saremo vicini” – queste le parole di Salvini al termine della cena mentre andava via applaudito dagli agricoltori speranzosi e la speranza, come le forti piante di questa regione, è l’ultima a morire. 22 feb. 2024

MARIANO PELLICCIARO

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