
Il futuro dello stabilimento Pierburg di Lanciano (Ch) e dei suoi 110 dipendenti sarà al centro del confronto convocato per il prossimo 19 ottobre al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). L'incontro rappresenta un passaggio importante nella vicenda della cessione del sito produttivo, dopo mesi di interlocuzioni che, secondo le organizzazioni sindacali, Fiom Cgil e Fim Cisl, non hanno ancora fornito risposte concrete sulle prospettive del sito.
La convocazione ministeriale è arrivata nel giorno della mobilitazione dei lavoratori, che lunedì 12 ottobre hanno incrociato le braccia per otto ore, partecipando a un presidio davanti alla Prefettura di Chieti. L'iniziativa è stata organizzata per richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di tutelare la continuità produttiva dello stabilimento e il futuro dei dipendenti.
Al tavolo del 19 ottobre i sindacati chiedono la presenza di Rheinmetall, attuale proprietaria dello stabilimento, e di Aequita, futuro proprietario, affinché entrambe le parti chiariscano le proprie intenzioni e si assumano le responsabilità connesse alla cessione.
Le richieste riguardano gli investimenti programmati, le produzioni che saranno mantenute o sviluppate, le prospettive industriali del sito e, soprattutto, le garanzie occupazionali. Non sono più sufficienti rassicurazioni generiche: servono impegni concreti, verificabili e accompagnati da indicazioni chiare sulle strategie che guideranno il futuro dello stabilimento. Il nodo centrale, dunque, resta il piano industriale.
Per le organizzazioni sindacali, il confronto al Mimit dovrà segnare una svolta rispetto ai mesi precedenti, superando rinvii e incertezze. 16 ott. 2026
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