Lanciano. Vertenza Faist. L'azienda decisa a chiudere, la Fim va dal giudice
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E' sempre braccio di ferro e sarà difficile raggiungere un'intesa.

La Fim Cisl ha avviato ricorsi e procedimenti "di carattere giudiziario" contro l'azienda Faist di Lanciano (Ch) che, il 4 febbraio scorso, ha attivato le procedure di licenziamento collettivo nei confronti dei suoi 16 dipendenti. E, snobbando la normativa in materia, che prevede 75 giorni di "trattative" per cercare una soluzione, a stretto giro ha smantellato lo stabilimento della Val di Sangro, portando via macchinari e attrezzature, e ha lasciato a casa i lavoratori.

Questo pomeriggio, nella sede di Confindustria a Mozzagrogna (Ch), nuovo incontro tra le parti. C'erano, per il sindacato, Domenico Bologna, della Fim Abruzzo e Molise; Amedeo Nanni e Manuela Ricci. Dall'altra parte del tavolo, invece, Marcello Pennicchi e l'avvocato Federico Muzi. Presente anche l'assessore regionale Mauro Febbo che parla di "momento delicato". In Regione era stata indetta una riunone, su questa vertenza, nei giorni scorsi, ma Faist non si è presentata. 

"La società - spiega Bologna - oggi ha ribadito la chiusura del sito di Cerratina a Lanciano". Si è detta poi disposta "a sacrifici economici monetari volti ad attenuare l'impatto sociale della crisi". Contrario il sindacato "alla cessazione dell'attività e alla conseguente risoluzione dei rapporti di lavoro". Ha anzi evidenziato la necessità di riprendere la produzione. "Alla luce delle contrapposte posizioni" è stato fissato un nuovo confronto per il prossimo 20 marzo. 

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