Lanciano. Sciopero alla Pierburg. 'Preoccupazione per il futuro dello stabilimento'
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Alta adesione e forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento. E' questo il quadro emerso dallo sciopero di due ore proclamato, il 9 marzo scorso, dalle segreterie di Fiom Cgil e Fim Cisl insieme alle Rsu della Pierburg di Lanciano (Ch). Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, la partecipazione è stata "praticamente totale", con anche un presidio davanti ai cancelli della fabbrica.

Una mobilitazione che, spiegano i sindacati, rappresenta un segnale chiaro, quello di voler difendere il proprio posto di lavoro e "il futuro del sito", rivolto sia all’azienda sia alle istituzioni, in un momento segnato dall’incertezza legata alla possibile vendita dedi parte del gruppo Rheinmetall, di cui Pierburg fa parte.

Criticata la gestione della partita relativa alla cessione del settore civile, definita "una questione di grande importanza che non può essere affrontata senza trasparenza, senza confronto e senza garanzie sul piano industriale e occupazionale".

Nonostante - viene ricordato - il tavolo di confronto sulla vertenza sia stato dichiarato permanente d’intesa con ministero e azienda, la convocazione continua a non arrivare. "Da settimane chiediamo un incontro che ancora non viene fissato", affermano. "Ci chiediamo chi non voglia partecipare alla riunione: il ministero, l’azienda o entrambi?"

Fiom e Fim ribadiscono quindi le richieste già avanzate nelle scorse settimane. Tra queste, impegni vincolanti sugli investimenti e la presentazione di un piano industriale chiaro e verificabile. Al centro anche il rispetto degli accordi esistenti, in particolare quello ministeriale del 2011 che prevede il mantenimento di almeno 103 dipendenti e l’arrivo di produzioni ben definite per garantire continuità al sito produttivo.

Da qui il sollecito di una convocazione urgente del tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy, affinché il futuro dei siti italiani coinvolti venga discusso con la necessaria attenzione e chiarezza.

La mobilitazione, avvertono Fiom e Fim, non si fermerà qui. "Quella di oggi è solo la prima tappa di un percorso di mobilitazione che proseguirà finché non arriveranno risposte concrete. Servono rispetto, certezze e un futuro per lo stabilimento".  13 mar. 2026

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