Coronavirus. Conte chiude uffici, negozi e fabbriche

"La decisione assunta dal Governo è quella di chiudere nell'intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali". Lo annuncia in un videomessaggio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in diretta Facebook. Stop, quindi, a uffici, negozi e fabbriche.

"E' la crisi più grave dal Dopoguerra. Il motore dell'Italia rallenta ma non si ferma - dice -. E' una decisione con facile ma che si rende necessaria per contenere la diffusione dell'epidemia. Ammessi solo lavori di carattere rilevante. Continueranno a rimanere aperti supermercati, alimentari e negozi di beni di prima necessità, farmacie e parafarmacie, tabaccai ed edicole. Continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari", aggiunge. 

Nel  blocco non rientrano i trasporti ferroviari, quello di passeggeri in aree urbane ed exrtaurbane, i taxi, il noleggio di auto con conducente, il trasporto di merci su gomma, il trasporto marittimo e quello aereo (anche se in queste ore fioccano le cancellazioni per mancanza di passeggeri).

Più complessa la definizione della attività strategiche. In testa alla lista ci sono le coltivazioni agricole, la pesca, l'industria alimentare e delle bevande. E poi la fabbricazione di tessuti  (quelli per vestiti da lavoro, esclusi gli articoli di abbigliamento). Quella di materie plastiche, di gomma, carta, alluminio e prodotti chimici. La raffinazione del petrolio. E poi, naturalmente, la fabbricazione di prodotti elettromedicali, di forniture mediche e dentistiche. E la fornitura di energia, gas, aria condizionata. La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. L'installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell'aria (inclusa la riparazione). Niente più gioco del Lotto e slot machine.

"Lo Stato c'è. Lo Stato è qui". Le nuove misure restrittive sono valide fino al 3 aprile.

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