'Il quarto lotto della Teramo-Mare in piena zona alluvionale': ambientalisti contro Anas

"Il cambiamento climatico ci dice che nell’area del Mediterraneo è concreto il rischio di un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi e quindi ha senso adeguare le specifiche delle infrastrutture – ponti, strade, ferrovie rendendole più performanti e meno esposte".

Queste parole, di Luca Brocca, che lavora all’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr, in merito all'alluvione dell'Emilia Romagna, vengono ora utilizzate dagli ambientalisti per denunciare il fatto che Anas vuole realizzare il quarto lotto della statale Teramo-Mare in piena zona alluvionale.

Sul piede di guerra le associazioni Stazione Ornitologica Abruzzese, Lipu, Italia Nostra, Altura, Paliurus, Gruppo di Intervento Giuridico, Mountain Wilderness, Il Cittadino Governante. "Queste osservazioni - viene fatto presente - sono state alla base di un dossier sul progetto che otto associazioni hanno inviato nei mesi scorsi a varie autorità denunciando, appunto, il gravissimo rischio idrogeologico visto che Anas vorrebbe costruire l'opera in piena area di rischio alluvione del fiume Tordino secondo le carte ufficiali depositate per la Valutazione di impatto ambientale. L'Anas - aggiungono - ha progettato l'opera nonostante le pregresse esperienze negative sui tratti esistenti a monte che ha visto diversi crolli del sedime stradale causa piene".

"Basti guardare - affermano le associazioni - cosa accaduto sul Misa nelle Marche e in Emilia Romagna in bacini molto simili a quello del Tordino. Facciamo notare che la portata della piena duecentenaria del Tordino è di 890 mc/s, quella cinquecentenaria di 998 mc/s. Figurarsi quella millenaria… Pertanto riteniamo molto grave questa sottovalutazione del rischio idraulico, tenuto conto non solo del rischio per l'infrastruttura ma anche per tutto quello che rileva ai fini della pubblica incolumità, sia dei fruitori sia di tutti gli altri manufatti (case, altre strade ecc.), tenuto anche conto dell'impatto dell'infrastruttura".

Contestato anche il consumo del suolo. "L'Abruzzo risulta essere la regione con maggiore incremento annuo di consumo di suolo. Se andiamo a osservare i dati dei comuni interessati dall'opera, che consumerà o depaupererà direttamente o indirettamente decine di ettari di una delle zone più favorevoli all'agricoltura dell'intera regione, vediamo che tutti sono ben oltre il dato medio nazionale (7%) e regionale (5%), a livelli già oggi insostenibili: Giulianova 23,2%, Mosciano Sant'Angelo 10,3%, Notaresco 9,7%, Roseto 14,8%".

E poi impatto enorme su paesaggio, su fauna e su area archeologica di Castrum Novum a Giulianova Lido. Occorre l'alternativa, secondo gli ambientalisti, che aggiungono: "Davanti a una nuova opera pubblica la tentazione forte è dire in maniera semplicistica: l'importante è farla. Ciò porta troppo spesso a non considerare che si tratta di fondi pubblici - in questo caso ben 173 milioni di euro per soli 7 km alla modica cifra di oltre 20 milioni di euro a km. Riteniamo che sia molto più vantaggioso, procedere a un Accordo di programma Territoriale tra enti affinché si mantenga la statale 80 nella sede attuale migliorando la fluidità del traffico e si lavori sulle alternative a livello di trasporto, investendo sulla ferrovia e sulla mobilità ciclistica".  24 mag. 2023

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