Dopo 66 anni, a Lanciano chiude la libreria 'Cipolla'
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Un pezzo di cultura che... "chiude". Ora tocca a “Cipolla”, la storica libreria di Lanciano (Ch), a due passi dai Viali, abbassare definitivamente la serranda.

“Purtroppo è così…”, conferma, ad Abruzzolive.tv, Maura Cipolla, 45 anni, la figlia dei titolari Maurizio e Lea (foto), 71 e 72 anni, quando entriamo nel locale in via Dalmazia. “La libreria nasce nel 1958, in via Bocache 6, dietro l’ex distributore di carburanti Esso di larghetto Bandiera, nel palazzo di mio nonno Celidonio” (foto), spiega Maurizio.

All'epoca Lanciano...: via del Mare era solo una strada, san Pietro una chiesetta e non ancora un rione; il quartiere Santa Rita era una campagna, il mondo cittadino era racchiuso fra i vicoli storici e il Corso. In Italia si apriva la fase della ricostruzione e del boom economico. Fu Nicola Cipolla, maestro di scuola, a dar vita alla libreria: “Nonno la mattina insegnava e, appassionato di libri, mise su l'attività”, ci racconta Maura (a sinistra della foto con Marianna una dipendente). Ed è una passione che tramanda al figlio: “Una esperienza unica, vissuta con mia moglie Lea. Ma adesso è arrivato il tempo della pensione”. Cambiano i paradigmi culturali e sociali perché  aprono i McDonald's e chiudono le librerie. Poi ci sono gli acquisti on line: “Anche noi ci siamo accorti di una flessione nella vendita dei libri, però abbiamo resistito, con fatica, a internet”, ancora Maura. L'odore di pagine da sfogliare, della carta stampata, la matita che lascia un tratto foriero di una citazione o riflessione doc non potranno mai essere sostituiti dal luminoso iPad. Di segnalibri “Cipolla” ne ha venduti tanti. Di libri a iosa.

“In questi giorni stiamo sperimentando l’affetto di Lanciano e dintorni. Ho dovuto pian piano avvisare dell'addio a questa attività”. Si è sparsa la voce: “Sono pomeriggi interi che arrivano bambini e piangono dentro al locale perché non vogliono che chiudiamo: ‘Mamma dimmi che non è vero’”, racconta Lea con la voce strozzata dall’emozione. Perché “Cipolla” non è solo una libreria; è un mondo di relazioni, di cultura, di studi. Dizionari, manuali, libri, astucci, gomme, penne e giochi li trovavi lì: “Il vocabolario l’ho preso a Cipolla!” era diventato un classico, un brand. “Abbiamo coltivato il nostro ambiente come un punto di ritrovo. Qui abbiamo ospitato anche incontri letterari”. Non solo acquisto di taglierini e romanzi. Ma uno sguardo all’uomo che deve vedere oltre e aprirsi ad orizzonti nuovi, magari con un buon libro. 

Un ricordo speciale? “Quando nel 2000 ci siamo trasferiti dalla vecchia sede - afferma Maura -. A ripensarci oggi viene da ridere. Una faticaccia. Tutto il trasloco con un furgoncino e a mano. Pile di libri e sudore. Eppoi questo spazio, molto più di grande di quello. Mamma e papà trepidanti e felici”. 

Troviamo ancora gli scaffali pieni, per chi entra non sembra che tiri aria di dismissione, ma ci stoppa subito Maura: “Sì, perché il contro alla rovescia è per fine  marzo, poi si smantella tutto”. La vetrina, infatti, non è più la stessa, quasi anonima, via testi e manuali, solo un gigantesco avviso per la scontistica. Andrà a scomparire un patrimonio della città.

“Il nostro tempo si chiude così, il locale dev’essere restituito ai proprietari, scade il contratto e non c’è rinnovo”. Un incrocio di eventi imprevisto. E trovarne un altro spazio uguale è difficilissimo: “Qui siamo in quasi 200 metri quadrati fra area vendita e magazzino al piano inferiore; e poi affrontare da sola questa avventura è impossibile” perché questa “è stata un’impresa familiare, un’azienda gestita col cuore. Queste mura, questi libri "raccontano" di mamma e papà”. Che hanno gettato fatica e sudore, sacrifici e tempo fra quelle mura: “Dodici e anche quattordici ore al giorno a servizio di ogni necessità”. Le parole si frammischiamo a occhi velati di malinconia. 

“Cipolla” è stato un punto di incontro di mamme, studenti, giovani e adulti, generazioni cresciute fra ordini, richieste, telefonate e ogni sorta di necessità: “Da fine agosto e ottobre poi… qui era una fiera, un porto di mare per la ricerca dei libri e di ogni accessorio utile per la scuola e l’ufficio”, riprende Maura. Lea è ancora piena di energia per un’attività che è una parte importante della sua vita: “L’altro giorno è arrivato un signore da fuori città, tutto trafelato, e mi ha detto: ‘Ho saputo che chiudete. Per me è un lutto. Adesso voglio fare il mio ultimo acquisto…’, ecco per noi questo è un riconoscimento per tutto l’impegno e la dedizione mostrate”. Sessantasei anni di attività sui quali a breve comparirà la parola fine. 18 gen. 2024

ALESSANDRO DI MATTEO

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