Autonoleggi fasulli: truffa internazionale con vertice a San Salvo. Sequestri per 500mila euro

Falsi autonoleggi di auto: sono 14 gli indagati, per complessivi 166 capi d’imputazione, e mezzo milione di beni sequestrati, tra cui conti correnti e appartamenti, nell’ambito dell’operazione "Ghost car".

Un sofisticato sistema criminale ideato, programmato e promosso da P.D., 34 anni, di San Salvo (Chieti). I carabinieri della compagnia di Vasto (Ch), diretti dal maggiore Amedeo Gonsales e dal capo del Norm, tenente Vincenzo Renzi, coordinati dalla Procura distrettuale della Repubblica dell'Aquila, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip del tribunale dell'Aquila nell'ambito di un procedimento penale a carico degli indiziati, tutti residenti nella provincia di Chieti.

Secondo l’accusa gli indiziati, nel simulare e millantare un inesistente rapporto di partnership con l’Ald Automotive, società di vendita e noleggio di autovetture a lungo termine, considerata una delle più importanti al mondo, si procuravano ingiusti profitti inducendo in errore i loro clienti, in totale 58, di ogni strato sociale, i quali, in buona fede, stipulavano contratti per il noleggio di autovetture, risultati in seguito falsi, versando come anticipo consistenti somme di denaro, ma senza ricevere nulla in cambio.

Per rendere credibile l'operazione si servivano di documentazione apparentemente conforme a quella originale, riportante il logo e l'intestazione della società che acquisivano, accedendo ingannevolmente al portale informatico della stessa azienda. Quindi ricorso a un provider svizzero per la clonazione di indirizzi di posta elettronica per far apparire le cassette di posta elettronica con dominio autentico e riconducibile all'azienda di autonoleggio; inoltre un account di posta elettronica “protonmail” che, per impostazione predefinita, non conserva file log ip. E ancora un servizio di centralino virtuale con fornitura di numeri fissi e deviazione di chiamata con voci guida registrate per lo scopo, conti correnti e carte di pagamento riferibili ad istituti di credito tedeschi e lussemburghesi così da ostacolare e rallentare, in caso di denuncia, gli accertamenti relativi ai flussi economici.

Il sodalizio criminoso  ha poi effettuato la creazione e clonazione di un portale internet con false credenziali di accesso che ingeneravano nella malcapitata clientela la piena convinzione di trattare l'operazione commerciale con l'azienda.

L’attività investigativa parte origine, nel marzo del 2020, dalla denuncia di un imprenditore vastese che, a causa di rallentamenti commerciali della sua principale attività legati alla pandemia in atto, ha pensato bene di investire nel settore del noleggio long term. Poi si è resto conto della condotta fraudolenta e dopo diversi tentativi di rientrare in possesso delle somme elargite, ha sporto denuncia e prodotto importante documentazione per l'avvio degli accertamenti.

L'indagine, durata fino a febbraio 2021, si è sviluppata, sotto la direzione dei magistrati Roberta D’Avolio e del procuratore capo Michele Renzo, della Procura distrettuale, mediante attività di intercettazione tradizionale e telematica che hanno consentito di documentare episodi di cessione di sostanze stupefacenti, analisi dei flussi economici e dei tabulati di traffico telefonico, servizi di osservazione, controllo e pedinamento e relazioni internazionali con le polizie e le autorità giudiziarie tedesche e lussemburghesi, mediante l'emissione di ordini di indagine europea. Collaborazione pure dell’Uif (Ufficio d’informazione finanziaria).

L'organizzazione era gerarchicamente strutturata con ruoli e compiti ben definiti. Un sofisticato sistema delinquenziale ideato dall'uomo di San Salvo, già noto alle forze dell’ordine. Le somme ricevute dai clienti a titolo di acconto, di importi diversi in ragione della tipologia del veicolo scelto, venivano versate tramite bonifico bancario su conti correnti accesi presso la Deutsche Handelsbank di Monaco di Baviera per essere poi riciclate o comunque reimpiegate in attività economiche in Italia. Alla corresponsione delle somme non seguiva la consegna delle autovetture promesse in noleggio. 

Cinquantotto le vittime di raggiro, in diverse regioni d’Italia per un introito illecito superiore ai 500mila euro oltre al danno causato all’Ald Automotive che ha fornito supporto alle indagini. Il sequestro preventivo del gip Baldovino de Sensi è stato disposto per equivalente delle somme depositate sui conti correnti, beni mobili ed immobili per concorrere all’intero ingiusto profitto conseguito. In fase esecutiva sono stati sequestrati 20 rapporti bancari e postali, tra cui conti correnti; libretti al risparmio, polizze vita e altro ancora, due appartamenti a San Salvo e Montenero di Bisaccia (Cb), 10 autovetture, un’officina meccanica, sempre a Montenero di Bisaccia. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata a truffe e frodi telematiche, accesso abusivo a sistemi informatici, sostituzione di persona, riciclaggio e autoriciclaggio, spaccio di droga e incendio di auto avvenuto il 18 settembre 2020 a Roccaspinalveti (Chieti). 04 feb. 2022

Walter Berghella

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