Tigli abbattuti in via Rosato a Lanciano. Il Comune promette alberi à gogo e parchi. Ma le norme sul verde sono state rispettate?

Un milione e duecentomila euro di investimenti privati, nuovi posteggi, rotatorie, un parco giochi attrezzato e, soprattutto, 57 nuovi alberi (56 lecci e un acero) pronti a sostituire i 13 tigli abbattuti. E' la corazzata di cifre e progetti che l’amministrazione comunale di Lanciano mette in campo per difendere il taglio degli alberi e il cosiddetto "intervento di rigenerazione edilizio-urbanistico" in via Guido Rosato (comparto "AP27-Ambito 13" del Prg).

Dopo giorni di polemiche e critiche piovute ovunque, da Palazzo di città giunge la difesa d'ufficio, in un comunicato, il cui il centrodestra, come da rito, scarica le responsabilità delle proprie scelte sul governo di centrosinistra che l'ha preceduta.  

​La nota dell’amministrazione recita: "Nessuno scempio, nessuna vergogna". L’intervento, sponsorizzato soprattutto dall'assessore Graziella Di Campli e avallato dal sindaco Filippo Paolini, viene definito "una grande opportunità di modernizzazione a costo zero per le casse comunali, interamente finanziata dal proponente privato (la ML Costruzioni srl) con 536.552,03 euro per le opere di urbanizzazione e circa 700.000 euro di contributo di costruzione".

​Tra le opere, quelle che andranno a stravolgere la zona, figurano: "allargamento della carreggiata fronte Poste, con restringimento marciapiedi, prolungamento di via Barrella fino a via Giangiulio e collegamento stradale con l’istituto De Giorgio. E ancora ecco "84 parcheggi pubblici distribuiti nell'area e due nuove rotatorie (tra via Rosato e via don Minzoni, e tra via Rosato e il prolungamento di via Barrella) e "un parco giochi attrezzato con impianto di irrigazione e illuminazione".

​Sul piano politico, la maggioranza passa al contrattacco ricordando che l'intervento è previsto da quel Piano regolatore generale approvato a suo tempo dalle stesse forze che oggi gridano alla cementificazione. Già, ma l'ok alle palazzine le ha date questa giunta. La passata amministrazione di Mario Pupillo, è colpevole – secondo la nota – anche di aver introdotto "un limite di altezza a 18 metri che ha costretto a realizzare tre edifici anziché due, aumentando di fatto il consumo di suolo a terra".

Ma resta il "giallo" delle autorizzazioni estive. ​Se sul piano del "futuro" il Comune tenta di offrire rassicurazioni, fermo restando la distruzione delle piante, è sul "presente" che la ricostruzione si fa lacunosa. L’amministrazione dichiara che il Settore Urbanistica ha rilasciato un regolare permesso a costruire (numero 130 del 25 novembre 2025).

Permesso che autorizza la realizzazione di nuove palazzine (quando ce ne sono centinaia vuote in una città che si va sempre più spopolando e svuotando), ma per tagliare alberi storici in area urbana è solitamente necessaria una relazione agronomica o paesaggistica che certifichi l'impossibilità di salvare o trapiantare le piante esistenti. Nella nota del Comune non vi è traccia di questo documento.

​E' il punto su cui hanno chiesto lumi le associazioni ambientaliste. Le normative europee e nazionali, recepite dalla quasi totalità dei regolamenti comunali sul verde, vietano tassativamente l’abbattimento e le potature drastiche di alberi nel periodo di nidificazione degli uccelli, che convenzionalmente va da marzo ad agosto. Gli abbattimenti di via Rosato sono avvenuti in pieno luglio (e altri, ammette il Comune stesso, "da mesi", quindi in piena primavera).

Su quali basi legali o scientifiche è stata concessa la deroga per tagliare gli alberi proprio nei mesi biologicamente più sensibili dell'anno? Su questo, Palazzo di città tace. 14 lug. 2026

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