Val di Sangro. Prometteva un sicuro e solido posto di lavoro in Amazon, ma era una truffa. Una ventina le vittime

La promessa di un posto di lavoro in una delle multinazionali più conosciute al mondo si sarebbe trasformata in un costoso raggiro per oltre venti persone della provincia di Chieti. Un’assunzione che non sarebbe mai arrivata, nonostante le somme di denaro versate nella convinzione di dover sostenere spese necessarie per completare le procedure di ingresso in azienda. Un raggiro che supera i 50mila euro, secondo quanto ricostruito nell’ambito dell’inchiesta condotta dai carabinieri della Stazione di Paglieta (Ch), della Compagnai di Atessa (Ch), vittime soprattutto giovani in cerca di occupazione.

Nei giorni scorsi, i militari hanno notificato a P.G., 36 anni, che vive in un comune della vallata del Sangro (Ch) e che è difeso dall’avvocato Consuelo Di Martino, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dal sostituto procuratore di Lanciano, Miriana Greco.

Le ipotesi di reato contestate nell’ambito del procedimento giudiziario, che segna la conclusione della fase investigativa e potrebbe portare al rinvio a giudizio dell’uomo, sono truffa aggravata e continuata e sostituzione di persona.

Gli accertamenti sono partiti dalle denunce presentate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 da oltre venti malcapitati, che hanno raccontato di essere stati indotti a consegnare denaro con la prospettiva di ottenere un impiego in Amazon. Secondo la ricostruzione, l’uomo si sarebbe presentato come un referente della multinazionale nell’ambito di un progetto per la selezione del personale e delle procedure di assunzione.

L'indiziato inviava email, abilmente contraffatte con marchio del colosso internazionale, per informare gli interessati sugli sviluppi delle pratiche, annunciando un corso di formazione propedeutico alle assunzioni e avrebbe persino creato un gruppo Whatsapp per aggiornarle tempestivamente su ogni aspetto. Le persone coinvolte, convinte di trovarsi di fronte a un interlocutore in grado di garantire il posto a tempo indeterminato, avrebbero accettato di versare le somme necessarie per perfezionare le pratiche burocratiche. Molti di loro avrebbero acceso anche prestiti pur di ottenere quell’impiego e altri avrebbero rinunciato ad altre opportunità di lavoro. I pagamenti sarebbero stati attraverso bonifici bancari o mediante consegne in contanti.

La prospettiva di un contratto e di una nuova occupazione avrebbe alimentato le aspettative, almeno fino a quando sarebbe emerso che la promessa di assunzione non trovava riscontro nella realtà. A quel punto, il raggiro si è svelato. Alcuni si sono rivolti all’avvocato Raffaella D’Amario, che ha inoltrato denuncia alle forze dell'ordine. E' stato così la vicenda è emersa. 16 ott. 2026

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