
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Chieti, Maurizio Sacco, ha disposto oggi il rinvio al 9 luglio dell’udienza sulla richiesta di archiviazione del caso della morte di Lorena Paolini, 53 anni, trovata in fin di vita sul divano della propria abitazione ad Ortona (Ch) il 18 agosto 2024.
Il gip, infatti, ha accolto l’istanza presentata dalle parti civili per ottenere accesso integrale al materiale intercettato nei dispositivi mobili della vittima, del marito Andrea Cieri — indagato per omicidio volontario — e di altri familiari. I legali dei congiunti, Francesca Di Muzio e Nicola Rullo, hanno infatti sollevato una questione preliminare, evidenziando come finora fosse stato loro consentito di esaminare soltanto file selezionati dalla Procura.
Una richiesta ritenuta fondata dal giudice, che ha quindi disposto l’acquisizione e la consultazione dell’intero compendio delle intercettazioni. Obiettivo della difesa è analizzare il materiale nella sua completezza, alla ricerca di elementi che possano rafforzare la posizione dei familiari che ritengono che la donna sia stata strangolata e contrastare la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, convinta invece del suicidio di lei.
La parte civile ha espresso perplessità per la consegna oltre i termini di una nuova relazione dell’anatomopatologo Cristian D’Ovidio. Il documento cerca di rispondere ai dubbi sollevati dal team di esperti dei familiari - il medico legale Ildo Polidoro, la genetista Marina Baldi, il criminalista Nicola Caprioli e l'analista informatico forense Luca Russo -, che sollevano più di un dubbio sulle conclusioni del professor D’Ovidio volte a sostenere che Lorena si sia ammazzata.
Il nuovo elaborato tecnico potrebbe avere un peso significativo nella valutazione complessiva del caso, che resta imperniato su un nodo ancora irrisolto: stabilire se il decesso della casalinga sia riconducibile a un gesto volontario o se si tratti di un assassinio.
Il rinvio a luglio consentirà dunque di fare piena luce sul contenuto delle intercettazioni e di sciogliere le questioni relative all’ammissibilità della consulenza medico-legale. Solo allora il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione, in un’inchiesta che continua a registrare una netta contrapposizione tra le conclusioni della Procura e le istanze dei familiari della vittima. 21 apr. 2026
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