Professore aggredito a Nereto. Interviene il ministro Valditara: 'Nessuna indulgenza'

Un insegnante è stato aggredito all’interno di una classe dell’Istituto di istruzione superiore Peano - Rosa di Nereto (Te) da quattro studenti minorenni, al termine di una lezione. Il docente, un professore di diritto, è finito al Pronto soccorso con il naso fratturato e una prognosi di otto giorni.

Secondo le prime ricostruzioni, il fatto è avvenuto venerdì scorso subito dopo il suono della campanella. L’insegnante aveva appena concluso la lezione, durante la quale era prevista un’interrogazione orale. Mentre si dirigeva verso l’uscita dell’aula, sarebbe stato bloccato da quattro studenti di 14 anni che gli avrebbero impedito di lasciare la classe.

La situazione sarebbe rapidamente degenerata: dopo il tentativo del docente di superare il gruppo, uno degli studenti lo avrebbe spinto con forza facendogli perdere l’equilibrio. L’insegnante è caduto in avanti, andando a sbattere contro una parete e riportando un trauma facciale con frattura del naso. E' stato poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Sant'Omero, dove i sanitari gli hanno assegnato una prognosi di otto giorni.

Sull’episodio sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri, chiamati a chiarire l’esatta dinamica dei fatti e le responsabilità individuali. Sia il docente sia la scuola hanno presentato denuncia. Per gli studenti coinvolti si profilano provvedimenti disciplinari severi.

Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha contattato la dirigente scolastica dell’istituto, Margherita Trua, per informarsi sulle condizioni del prof e manifestare la propria solidarietà.

Il ministro ha espresso apprezzamento per la decisione della scuola di procedere con la denuncia e con misure disciplinari rigorose, sottolineando la necessità di una risposta ferma a episodi di violenza. "Va ripristinato il rispetto dell’autorità dei docenti – ha dichiarato Valditara – non vi può essere alcuna indulgenza verso i violenti. La scuola è il luogo dell’educazione e del rispetto, non della prevaricazione e della prepotenza".

Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso per ricostruire con precisione quanto accaduto e definire il ruolo dei singoli ragazzi coinvolti. 

La vicenda ha suscitato forte indignazione nel territorio della Val Vibrata e nel Teramano. Numerosi gli interventi di solidarietà rivolti al docente, arrivati da istituzioni locali, associazioni e rappresentanze del mondo della scuola.

Tra questi, il sindaco di Nereto,Daniele Laurenzi; la Provincia di Teramo tramite la consigliera Gabriella Recchiuti, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani e la Commissione Pari Opportunità Studentesca del Liceo Marie Curie.

Particolarmente significativo anche l’intervento della famiglia di uno degli studenti coinvolti. I genitori hanno scritto all’insegnante per esprimere il proprio rammarico e dissociarsi dal comportamento del figlio, utilizzando parole di forte condanna e vicinanza alla vittima dell’aggressione. "Siamo mortificati", avrebbero detto nella lettera. 03 giu. 2026

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 656

Condividi l'Articolo