Lanciano. C'è voluto l'intervento del prefetto per far ripulire l'ex stazione ferroviaria

C'è voluto l'intervento, pesante, del prefetto di Chieti, Armando Forgione, per restituire decoro all’area dell’ex stazione Tua-Sangritana a Lanciano (Ch), le cui immagini simili a quelli di una discarica hanno fatto, in questi giorni, decine di volte il giro d'Italia sulle televisioni nazionali.

"La Tua-Sangritana ripulisca l’area", è stato "l'invito" secco e perentorio. Altrimenti... “Diffideremo in modo chiaro e ufficiale Tua perché faccia in modo che il luogo possa essere pulito e controllato. No al degrado". Così cumuli di spazzatura e centinaia di bottiglie di vetro sono stati rimossi. "L’episodio di Lanciano - ha rimarcato il prefetto - è un episodio molto particolare che riguarda situazioni di degrado ovunque”.

Una gang di etnia rom per futili motivi, sabato sera, 17 ottobre, “assalta” 3 giovani: due, un dominicano A. G., 25 anni e D.D., 16 anni, riescono a fuggire mentre Giuseppe Pio D’Astolfo, 18 anni compiuti a giugno, riceve un violentissimo pugno alla tempia che nel giro di poche ore “spedisce” il ragazzo in Rianimazione, dove si trova tuttora, con due delicati interventi chirurgici all’ospedale di Pescara. 

Lanciano non è una città violenta, lo rimarca lo stesso Forgione: “Non è che Lanciano è diventato il centro di tutta la delinquenza della provincia di Chieti, non è così. Grande l’efficienza delle forze dell’ordine che in poche ore hanno individuato il gruppo autore dell’aggressione”. Un gruppo che “delimitava” il territorio stazione-viali-villa comunale con arroganza e soprusi, perfino ai minorenni.

Quell’area oggetto di ritrovi serali, soprattutto di sabato sera, è privata ma in disuso. Dove è possibile entrare ed uscire a piacere. Non proprio abbandonata ma semplicemente dimenticata. Non ha più la particolare valenza di stazione che l’aveva quando la stazione ferroviaria e di bus era lì. Oggi è una “zona franca”. Fino a quando? E allora fioccano le proposte, chi sui social, chi nei bar. Perché, senza giri di parole, non riconvertire quell’area, secondo tutti i passaggi previsti dalle leggi, “sorpassando” tutti i cavilli burocratici (della cattiva volontà in primis) in un luogo di vera aggregazione coinvolgendo, magari, nella collaborazione le associazioni culturali locali e quelle di volontariato? I binari e la vecchia officina (che è al coperto e quindi utilizzabile anche in inverno) potrebbero diventare luoghi di incontro, esposizione coinvolgendo i ragazzi in concorsi, manifestazioni, spazi per prove di gruppi musicali, canori e teatrali. Esisteranno mille ostacoli, lo crediamo. Mere ipotesi, idee, proposte… magari ci sarà chi, con la tenacia della volontà e di servire, da privato, indirettamente la città, saprà trasformare il tutto in fatti, affinché un vomitatoio a cielo aperto post-sbronza possa diventare un luogo di vero incontro.   22 ott. 2020

Alessandro Di Matteo

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