
Ma che fine hanno fatto gli alberi davanti alle Poste centrali? Se lo sono chiesti in migliaia, questa mattina, percorrendo via Rosato e trovandosi di fronte ad un paesaggio differente. Brullo.
Poco dopo l'alba le motoseghe hanno posto fine alla storia di otto tigli (ai quali vanno aggiunti altri cinque fatti fuori in precedenza) che, da decenni, caratterizzavano l'arteria. Nel giro di poche ore il filare di piante che ombreggiava la strada è scomparso, lasciando spazio a ceppi, segatura e ad una visuale completamente trasformata. Dove fino a ieri c'era il verde, oggi c'è un vuoto destinato presto a diventare, tra l'altro, una rotatoria.
Una spoliazione. Le fotografie del nastro d'asfalto senza i suoi tigli hanno rapidamente fatto il giro dei social, alimentando polemiche. Tra i commenti prevalgono quelli di cittadini che esprimono amarezza per la scomparsa degli alberi e che si interrogano sulla possibilità di realizzare l'opera senza che venisse sacrificato il patrimonio arboreo esistente.
L'abbattimento è nell'ambito di un intervento urbanistico che, nelle intenzioni del Comune, prevede la realizzazione di una rotonda con l'obiettivo dichiarato, nei mesi scorsi, dall'assessore Graziella Di Campli, che insisteva sulla necessità di lottizzazione dei luoghi, di "migliorare la sicurezza della circolazione e servire i nuovi edifici residenziali" che si stanno costruendo sul posto. Insomma, via il verde pubblico, largo al cemento, che avanza. Per favorire anche i privati.
Una scelta che, pur trovando una motivazione tecnica, riapre il dibattito sul prezzo ambientale dello sviluppo urbano. Alberi adulti non rappresentano soltanto un elemento di arredo: producono ombra, assorbono anidride carbonica, mitigano le temperature estive e contribuiscono ad innalzare la qualità della vita Benefici che non possono essere sostituiti nell'immediato da nuove piantumazioni (se mai ce ne saranno).
Le immagini degli alberi defunti hanno suscitato sgomento e critiche anche tra i residenti, che si sono ritrovati davanti a uno scenario radicalmente diverso da quello cui erano abituati. Ma tant'è, zac, il danno è fatto, lo scempio è servito.
Sulla questione interviene l'associazione "1.000 alberi", capitanata da Franco Mastrangelo, che in un post riflette: "In base al "Regolamento del verde pubblico e privato", in vigore nel nostro Comune, "gli abbattimenti di alberi non dovranno essere effettuati nel periodo compreso tra marzo e luglio in cui avviene la riproduzione dell'avifauna" (articolo 11, comma 2), salvo in casi particolari con preventivo sopralluogo di un esperto che certifichi l'assenza di nidificazione.Chiediamo al sindaco e all'amministrazione comunale: in via Rosato è stata rispettata questa norma? Esiste eventualmente questa certificazione?" 11 lug. 2026
@ RIPRODUZIONE RISERVATA