Diomede Barchiesi lotta per la vita. E a Fossacesia ci si accapiglia. Operatori turistici: 'Serrata per la sicurezza'. Il Comune: 'Fuorviante dire che mancano i controlli'
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Da un lato, una parte degli operatori turistici della Marina che annuncia una serrata e chiede "fatti, non parole". Dall'altra il Comune che difende il lavoro delle istituzioni e respinge l'idea di una città senza controlli.

Ci si accapiglia,  a Fossacesia (Ch), sulla questione sicurezza dopo la terribile aggressione avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 agosto sul lungomare e nella quale Diomede Barchiesi (nella foto), 50 anni, operaio ex Sevel, residente a Lanciano (Ch), padre di tre figli adolescenti, è rimasto gravemente ferito e si trova in condizioni disperate all'ospedale di Pescara.

La protesta: "Siamo stanchi dei proclami"

A guidare la mobilitazione è l'associazione di promozione sociale "I Trabocchi", che per domani ha promosso una serrata dei commercianti. Nel comunicato diffuso il messaggio è: "La Marina di Fossacesia pretende sicurezza".

Nella nota si parla apertamente di insoddisfazione per le risposte ricevute finora dalle istituzioni.

"Siamo stanchi di sentire proclami ai quali non seguono provvedimenti tangibili -, afferma l'associazione -. Non bastano più dichiarazioni di attenzione o promesse di intervento. Servono azioni concrete, controlli efficaci, prevenzione e una presenza reale sul territorio".

L'Aps chiede inoltre di essere coinvolta direttamente da Prefettura, Comune e organi competenti nell'individuazione delle misure da adottare, sostenendo che chi vive e lavora quotidianamente alla Marina conosce meglio di chiunque altro criticità e problematiche della zona.

Una presa di posizione che lascia emergere una critica precisa: le misure adottate finora sarebbero insufficienti a garantire la sicurezza chiesta da cittadini, lavoratori e villeggianti.

La replica del Comune

La risposta dell'amministrazione civica, guidata dal sindaco Enrico Di Giuseppantonio, è arrivata al termine di una riunione della Giunta convocata proprio per fare il punto sulla situazione.

Nel lungo comunicato diffuso dal Comune, pur riconoscendo che chiedere maggiore sicurezza sia "legittimo e doveroso", vengono contestate le conclusioni  dell'Aps "I Trabocchi".

Per l'amministrazione, infatti, è "fuorviante e ingeneroso" rappresentare Fossacesia come una località priva di controlli o abbandonata dalle istituzioni.

"Non si può rappresentare Fossacesia come una città senza controlli", sostiene il Comune, ricordando il rafforzamento della Stazione dei Carabinieri ottenuto negli anni e il lavoro svolto da Prefettura, Questura, carabinieri, Finanza e polizia locale.

Il Comune ricorda che la questione è stata affrontata dal Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza  della Prefettura di Chieti, riunito il 10 giugno a Ortona (Ch) con la partecipazione dei Comuni costieri, dei vertici provinciali delle forze di polizia e dei procuratori della Repubblica dei Tribunali di Chieti e Lanciano.

Sulla base delle analisi e dei dati relativi alla criminalità, il prefetto di Chieti ha poi adottato il 25 giugno l'ordinanza che istituisce le aree a vigilanza rafforzata, le cosiddette "zone rosse", nei principali centri costieri della provincia.

Tra questi c'è anche Fossacesia.

Le aree individuate nel territorio comunale comprendono la fascia costiera, via Lungomare, via Gino Bartali, via Donato Iezzi, la zona della stazione ferroviaria e la provinciale ex statale 524, nel tratto dal centro di Fossacesia alla statale 16.

Il Comune sottolinea che non si tratta soltanto di una delimitazione geografica. Nelle aree a vigilanza rafforzata vengono previsti servizi più incisivi di controllo e prevenzione, con una maggiore presenza e un coordinamento delle forze dell'ordine.

La disciplina consente inoltre, nei casi previsti dalla legge, l'adozione di provvedimenti di allontanamento e di divieto di accesso nei confronti di persone che assumano comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti.

E per  ferragosto, col massimo afflusso turistico, la sicurezza viene ulteriormente rafforzata attraverso pattugliamenti interforze, con particolare attenzione alle aree e alle fasce orarie maggiormente frequentate, comprese quelle notturne.

L'obiettivo dichiarato è prevenire non soltanto gli episodi di violenza e criminalità, ma anche fenomeni legati all'abuso di alcol, alla guida sotto l'effetto di sostanze, allo spaccio e alla malamovida.

"Fossacesia, sostiene l'amministrazione, non sarebbe una località senza controlli, ma un territorio già inserito in un dispositivo di vigilanza rafforzata".

Il fatto che ha acceso lo scontro

Alla base dello scontro resta l'aggressione a Barchiesi che era intervenuto dopo una lite che aveva coinvolto alcuni giovani, tra cui due suoi figli. Nel tentativo di capire quanto accaduto, è stato colpito da un pugno che lo ha fatto cadere violentemente a terra, provocandogli gravissime lesioni alla testa e al volto.

In quel momento, erano le 4.10 del mattino, sul posto non erano presenti pattuglie, né forze dell'ordine, nessun controllo, solo adolescenti che si azzuffavano.

Da allora l'uomo è ricoverato in condizioni critiche all'ospedale di Pescara. E' in Rianimazione, al Neurochirurgico, con due operazioni subite al capo per fermare le devastanti emorragie interne. La sua vita è appesa a un filo. Ieri anche il pm Elena Belvederesi, della Procura di Lanciano, che segue il caso, è arrivata in ospedale, mentre i carabinieri della compagnia di Ortona (Ch) stanno sentendo testimoni e familiari della vittima per ricostruire l'accaduto. 

Il ragazzo che ha sferrato il pugno, 19 anni da compiere, di Fossacesia (Ch), che pratica arti marziali e boxe, è indagato per lesioni gravi.

Lo scorso anno a Fossacesia nella stessa zona c'era stato un accoltellamento. 12 ago. 2026

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