Coronavirus nelle fogne: lo studio di Istituto Superiore di Sanità e Sasi. Il caso Guardiagrele

Liquami "intercettati" e prelevati prima di finire nei depuratori per analizzare il Covid-19 e scovare preziose informazioni sulla sua presenza nei territori.

La Sasi - società di gestione del servizio idrico integrato in 87 comuni della provincia di Chieti -, attraverso il Dipartimento Ambiente e Salute, sta collaborando con l'Istituto Superiore di Sanità, ad un innovativo studio sulle acque di scarico. L'obiettivo è di individuare nelle fogne la presenza del coronavirus con le sue mutazioni, le cosiddette varianti.

L'Iss ha chiesto a Sasi di occuparsi, per quanto concerne l'area di competenza, della raccolta dei prelievi e dei campionamenti. "Il monitoraggio dei reflui - dice il biologo Tommaso Pagliani, referente del progetto - è utile per uno screening precoce sulla presenza del virus in una determinata realtà. In una comunità - spiega - ufficialmente non ci sono positivi, ma le acque di scarico potrebbero evidenziare il contrario". Perché magari sono presenti asintomatici che, con le loro attività, lasciano tracce del virus che finisce negli scarichi. "I controlli - prosegue - servono a comprendere anche se il virus individuato negli scarichi è lo stesso presente in persone positive, e non è detto che ci sia sempre corrispondenza. La possibilità di tracciare queste differenze è un valore che permette di completare il quadro dei ceppi che circolano".

Da questa attività emerge il caso di Guardiagrele dove, a seguito dell'esame dei reflui, è saltata fuori la presenza della variante spagnola. Ma, tra i cittadini che si sono sottoposti a tampone, era stata trovata solo quella inglese. I prelievi sono stati effettuati tra il 21 e il 26 gennaio scorsi. La variante spagnola è meno nota delle altre, ma in realtà, nei Paesi iberici, è comparsa già nel giugno 2020. "I risultati della ricerca - evidenzia Pagliani - dimostrano che le acque di scarico possono essere un utile strumento per valutare la circolazione delle varianti nei centri urbani". Rimarca Gianfranco Basterebbe, presidente Sasi: "Mi preme sottolineare come non ci sia alcun rischio per la salute derivante dal consumo di acqua potabile. Su questo fronte siamo assolutamente tranquilli". Prossime verifiche vedranno protagonista Atessa, dove nelle scorse settimane c'è stata un'impennata di contagi.   27 feb. 2021

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