
Il tempo passa, cambia le strade, increspa i volti, ma ci sono legami capaci di sfidare i decenni senza perdere un solo milligrammo di autenticità. E' la storia dei "ragazzi" della classe quinta A dell’Istituto tecnico e per geometri "Enrico Fermi" di Lanciano, (Ch), che a mezzo secolo di distanza dal diploma (1976-2026) si sono ritrovati attorno ad una tavola per celebrare cinquant’anni di vita, ricordi e inossidabile amicizia.
Era il 1976 quando, ancora poco più che adolescenti, varcavano per l'ultima volta il portone della scuola. In mano stringevano quell'ambito diploma da geometra che all'epoca rappresentava un passaporto per il futuro, il lavoro vero e le prime responsabilità, spesso precedute dall'esperienza del servizio militare. Da lì in poi ciascuno ha preso la propria strada, diventando uomo, professionista, padre, nonno. Eppure, varcata la soglia della Taverna degli Amici, è bastato uno sguardo per azzerare mezzo secolo e far riaffiorare la complicità spontanea e indisciplinata dei banchi di scuola.
Durante la serata non sono mancati i momenti di commozione nel ripercorrere gli anni della formazione e nel ricordare i docenti che ne hanno guidato la crescita morale e umana.
Dalla preparatissima signorina Ciamponi al diplomatico professor Berarducci, fino all'inflessibile professoressa D'Amore: ciascun insegnante ha lasciato un segno profondo. Ma un posto speciale nei ricordi del gruppo appartiene senz'altro al professor Vittorio Spadano, ricordato da tutti come un vero e proprio "maestro di vita". Con i suoi insegnamenti e con quei leggeri buffetti affettuosi e amichevoli, sapeva far capire ai suoi ragazzi che la vita fuori dall'aula non sarebbe stata tutta "rose e fiori", esortandoli sempre alla correttezza, al rispetto reciproco e a pretendere ogni giorno il meglio da se stessi. Insegnamenti preziosi che ancora oggi, a distanza di cinquant'anni, vengono rivendicati come la colonna portante di ciò che dovrebbe essere ogni scuola moderna e formativa.
Attorno al tavolo il registro di classe è tornato idealmente ad aprirsi, sui 29 nomi originari, all'appello hanno risposto presente in dodici: Franco Campana, Gabriele Cortese, Donato Di Battista, Giovanni Di Loreto, Mario Di Marco, Enzo Di Natale, Davide Di Stefano, Basilio Fattore, Saverio Fratini, L. Sandro Mantelli, Bruno P. Marfisi e Dino Montepara.
Tra battute nostalgiche, aneddoti e racconti di vita, il pensiero più commosso e sincero è andato a chi non c'era: ai 7 compagni purtroppo scomparsi negli anni, ai 2 che oggi vivono all'estero, ai 4 giustificati, a chi è rimasto defilato e persino all'"introvabile" di sempre, Arnaldo Di Virgilio, la cui assenza ha strappato come sempre un sorriso di affetto.
Nello scatto simbolo della serata, i dodici "geometri d'epoca" si stringono attorno alla torta e al flûte di spumante, fieri di un percorso condiviso e con negli occhi la stessa luce di quando avevano vent'anni.
Un brindisi caloroso ha sancito la fine della cena ma non la fine del viaggio, infatti, prima di salutarsi, è stato stretto un patto d'onore: appuntamento già fissato al 2036, per spegnere le sessanta candeline dal diploma. 29 set 2026.
URANIO UCCI
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